Economia

Pnrr, il Governo corre per rispettare le scadenze. Oggi cabina di regia, in ballo tanto per il Sud

Si attendono esiti importanti dalla cabina di regia iniziata stamattina alle ore 10 a Palazzo Chigi e dal successivo Consiglio dei Ministri in programma alle 12.

Il Governo intende fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento del Pnrr e spingere sulle riforme ancora da portare avanti. Attualmente sono numerosi gli obiettivi che il Governo italiano deve centrare per rispettare il “patto” con l’Unione Europea.

Pnrr, gli obiettivi da centrare entro la fine dell’anno

In occasione delle precedenti scadenze del 31 dicembre 2021 e del 30 giugno 2022 il precedente esecutivo è riuscito a rispettare le attese. Rispetto alle due precedenti deadline, è aumentato il numero dei risultati da raggiungere. L’Italia dovrà rispettarne 55 entro la fine dell’anno.

Si tratta, nel dettaglio di 39 traguardi e 16 obiettivi. Trentadue fanno riferimento a investimenti, mentre 23 sono riconducibili a riforme da attuare. Per questo blocco di obiettivi l’Unione Europea nelle scorse settimane ha dato il via libera al finanziamento della terza rata da 21,8 miliardi di euro, 19 dei quali da erogare al netto dei finanziamento.

Pnrr, cosa rischia l’Italia se non rispetta le scadenze

Al momento, secondo le informazioni più recenti provenienti da Roma, gli obiettivi ancora da centrare sarebbero 25. Il mancato raggiungimento degli obiettivi potrebbe bloccare l’erogazione dei fondi per il prossimo anno.

In occasione della Festa Tricolore che si è svolta a Catania a inizio dicembre, il ministro Raffaele Fitto, con deleghe al Sud, agli Affari europei, alle politiche di coesione e al Pnrr, ha sottolineato che il Governo sta procedendo in maniera spedita sull’attuazione delle riforme per onorare gli impegni assunti con Bruxelles.

Pnrr, più linfa per il Sud?

Molti di questi provvedimenti riguardano il Meridione. Recentemente la premier Giorgia Meloni ha espresso la volontà di fornire maggiore impulso per lo stanziamento delle risorse da destinare al Sud Italia, in comunione con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e lo stesso Fitto.

Un’occasione da sfruttare per riuscire a ridurre il gap con il Nord che si è ampliato nel corso dell’ultimo decennio.