Catania

Rifiuti Catania, da San Cristoforo a Librino va di moda “il lancio del sacchetto”

“A Catania va di moda anche il lancio del sacchetto. Un po’ come nello sport quello del giavellotto”. Amara considerazione quella di un dirigente comunale alla precisa domanda su cosa si sta facendo per cercare quantomeno di tamponare il dilagante fenomeno negativo delle discariche abusive che hanno trasformato alcune aree della nostra città in immensi immondezzai. Certo la causa maggiore non addebitabile al servizio, ma è causata dall’inciviltà dei cittadini, una parte dei quali tra l’altro non soltanto sporca, ma non paga nemmeno la tassa. La percentuale di evasione si aggira da anni sul 50% delle utenze iscritte a ruolo ed è una delle cause maggiori delle vistose voragini nei conti comunali, un abisso che alcuni anni fa ha portato la città al dissesto finanziario.

L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva da San Cristoforo dove la ditta che ha l’appalto dei rifiuti ha avviato il Porta a porta incontrando fortissime resistenze in una parte della cittadinanza, trovandosi in una situazione paradossale, con i sacchetti di indifferenziato che non possono essere raccolti nei giorni non previsti e quindi rimangono per strada sino al giorno della raccolta dell’indifferenziato. Nel frattempo però l’usura del tempo e l’arrivo dei randagi aggravano una situazione già al limite dell’emergenza sanitaria, soprattutto oggi, alle porte di una estate che si preannuncia rovente.

Nonostante questo scenario qualcosa comincia pian piano a migliorare. La differenziata in totale in tutti i quartieri della città ha raggiunto il 48% grazie anche alla percentuale di alcune zone che sono al di sopra del 50% e all’azione che sino all’anno scorso è stata portata avanti con le multe che sono arrivate sino a un numero non certo irrisorio: 12 mila in pochissimi mesi.
Ci sono però aree in cui è difficile incidere. Le foto che pubblichiamo si riferiscono a via Bummacaro, arteria secondaria di Librino, dietro il grande ospedale San Marco. In questa piccola strada, lunga meno di due chilometri, i rifiuti sono accatastati in entrambi i lati per tutta la lunghezza dell’arteria, senza interruzione, tra animali randagi e una puzza terribile. In questo contesto fa bella mostra di sé un divano in pelle sintetica strapieno di bottiglie vuote, probabilmente luogo di ritrovo e svago di extracomunitari o di disperati.

Partendo da questa immagine lanciamo un appello ai candidati sindaci per cercare di insistere maggiormente sulla popolazione incivile anche se contro l’inciviltà è difficile incidere. Non è possibile certo ipotizzare un vigile urbano davanti a ogni strada, oppure telecamere diffuse in tutta la città. Ma uno dei punti principali dell’agenda elettorale deve essere quello dell’emergenza rifiuti. Per evitare come è accaduto anche gli anni scorsi che i turisti si soffermino davanti a queste discariche monumento del degrado scattando foto che poi fanno il giro del mondo.

In ogni parte del mondo civilizzato si è fatto tantissimo in materia di riciclo e decoro. Oltre 20 anni fa – come racconta un cittadino tedesco che ha scelto di vivere in Sicilia – a Dresda, città da dove proviene, che si trova nel nord della Germania, è stato avviato un servizio di pagamento di pochi centesimi per chiunque portasse una bottiglia di plastica in discarica. Se qualsiasi Comune dovesse prevedere questo, magari con incentivi di pochissimi spiccioli, il nodo dei rifiuti in breve tempo sarebbe risolto. Meditate candidati…meditate…