Catania

Il software catanese “Nairobi” spopola al CES di Las Vegas: storia di un’eccellenza made in Sicily

Quante volte sentiamo o abbiamo sentito parlare di “fuga” dalla Sicilia per affermarsi nel mondo del lavoro e realizzarsi lontani dalla propria terra, sempre più concepita come “kryptonite” per il futuro di ciascuno di noi?

Ebbene, la storia della startup “Next Vision”, spin-off dell‘Università degli Studi di Catania, co-fondata con l’ente di consulenza informatica “Xenia Progetti”, dimostra invece che sull’isola è ancora possibile diventare grandi, nonché eccellere anche oltre i confini nazionali.

La piccola impresa etnea, specializzata nella realizzazione di algoritmi di intelligenza artificiale e computer vision, ha sbalordito il mondo al CES di Las Vegas – la più prestigiosa fiera dell’elettronica di consumo nata nel lontano 1967 – presentando il software “Nairobi”, un’assistente artificiale utilizzabile con occhiali in realtà mista, ma anche tramite app da smartphone o tablet, in grado di comprendere la scena osservata dalla telecamera per “aiutare” gli utenti nella navigazione di ambienti, quali musei, fiere, ospedali, aeroporti, grandi magazzini, padiglioni di eventi fieristici e guidarli verso punti di interesse in spazi al chiuso.

Un’innovazione certamente unica nel suo genere, frutto di un mix di fantasia, genialità e soprattutto competenza da parte di una startup che non vuole smettere di crescere e sognare, come raccontato ai microfoni del Quotidiano di Sicilia dal dott. Francesco Ragusa, CEO e co-founder di “Next Vision”.

La genesi dello spin-off “Next Vision”: “Vogliamo trasformare le idee in soluzioni concrete”

La storia di “Next Vision” nasce al dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università degli Studi di Catania. La passione di due giovani dottorandi, unita a quella del loro professore-mentore, ha fatto sì che un’idea potesse trasformarsi in splendida realtà.

“Next Vision è uno spin-off dell’Università di Catania. Siamo nati al dipartimento di Matematica e Informatica, dove ho completato il percorso di laurea triennale e magistrale, nonché concluso il mio dottorato di ricerca – spiega Francesco Ragusa – Durante il terzo anno di dottorato, è nata la possibilità di sviluppare quest’idea con il professore Giovanni Maria Farinella, docente di Machine Learning e mio advisor dalla triennale in poi, anche lui interessato a creare uno spin-off. Così è nata “Next Vision”, fondata da me, dal prof Farinella, da un altro ricercatore del nostro gruppo, Antonino Furnari, e da “Xenia Progetti”, un’azienda con cui abbiamo collaborato in tutti questi anni come gruppo di ricerca e che ha creduto fortemente nel nostro potenziale”.

Su quale sia la mission di “Next Vision”, Ragusa è chiaro e coinciso: “Il nostro è obiettivo è quello di trasferire tutto ciò che facciamo e abbiamo fatto in 15 anni di ricerca, guidati dal prof Farinella, in soluzioni applicabili nella realtà di tutti i giorni”.

Il gioiello “Nairobi”: “Con il nostro navigatore intelligente non ci si potrà più perdere al chiuso”

Detto, fatto. Uno dei primi prodotti sviluppati dalla startup catanese si chiama “Nairobi”, un software “diabolico” che permetterà agli utenti di non perdersi più in grandi spazi al chiuso sconosciuti, senza il bisogno di ricorrere all’uso di mappe o navigatori antiquati.

“Nairobi” è un’assistente intelligente, in grado di analizzare immagini o video acquisibili da una camera, (come quella di uno smartphone, di un tablet o la telecamera di cui sono dotati gli ultramoderni occhiali indossabili) riuscendo a localizzare l’utente all’interno di ambienti al chiuso come fiere, aeroporti, musei o centri commerciali – prosegue il CEO di “Next Vision” – In questi tipi di spazi, si sa, è facile perdersi, soprattutto quando non li si conosce, tant’è che ogni volta una persona è costretta ad utilizzare mappe per capire la propria posizione e comprendere dove dover andare. Nairobi è una sorta di “navigatore intelligente”, in grado di localizzare la nostra posizione scattando un’immagine per poi indicarci in realtà aumentata il percorso da seguire e permetterci di raggiungere il punto di interesse che abbiamo selezionato”.

Alla domanda su come poter utilizzare “Nairobi”, Francesco Ragusa ci spiega il tutto nei minimi dettagli: “Abbiamo sviluppato “Nairobi” sia per smartphone/tablet, ossia come una semplice applicazione da scaricare e utilizzare sul proprio dispositivo, sia per smart glasses: in quest’ultimo caso, abbiamo installato il software su “Microsoft HoloLens 2” con gli utenti che possono già sperimentarlo sia all’Innovation Hub di Milano che al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università di Catania, dove, attraverso l’implementazione di nuove funzioni, è possibile ottenere informazioni aggiuntive in realtà aumentata anche sulle opere d’arte custodite al suo interno”.

Ecco come funziona il software “Nairobi”

“Onorati di essere stati ospitati a Las Vegas: vogliamo entrare anche nel mercato americano”

Come scritto in apertura, “Next Vision” è stata selezionata, insieme ad altre 50 startup italiane, per partecipare al “Consumer Elettronics Show” di Las Vegas, vale a dire la più importante fiera su scala internazionale dedicata al settore.

All’interno del padiglione “Italian Pavilion” di Italian Trade Agency negli Stati Uniti, appassionati e ammiratori da tutto il mondo hanno potuto provare per la volta “Nairobi”, con il software che ha riscosso immediatamente successo e numerosi feedback positivi.

“Siamo stati contentissimi di aver partecipato al CES di Las Vegas, la più importante fiera al mondo per quanto riguarda l’elettronica consumer – spiega emozionato Francesco Ragusa – In passato avevamo già partecipato a manifestazioni altrettanto importanti come il “Mobile World Congress” a Barcellona o l’IEEE Summit di Londra. Quella svoltasi negli Stati Uniti, tuttavia, è stata la più importante, soprattutto perché post pandemia si è ripresi ad andare di presenza anche alle fiere. In America abbiamo incontrato tantissima gente, tra investitori, potenziali clienti e anche numerosi media, potendo usufruire di una visibilità non indifferente. Abbiamo ricevuto tanti feedback positivi dato che, essendo arrivati lì con “Nairobi” già perfettamente funzionante, abbiamo permesso alle persone di provarlo. L’entusiasmo della gente ci ha spinto a ultimare il progetto e provare a immettere il nostro software quanto prima sul mercato, non solo italiano ma anche americano“.

Non solo “Nairobi”: in arrivo anche “Naomi” e “Hero”

Se pensavate che “Next Vision” si fermasse solo a “Nairobi” vi sbagliavate di grosso. Già, perché i motori della startup siciliana restano sempre, perennemente, accesi. In arrivo ci sono due nuovi prodotti, inediti ed altrettanto innovativi, denominati “Naomi” ed “Hero”.

“Sì, stiamo lavorando a due nuovi servizi/prodotti – continua Francesco Ragusa – Uno si chiama “Naomi”, un’assistente intelligente che, analizzando sempre immagini o video acquisite da una camera, riesce a capire cosa sta facendo l’utente in quel preciso momento, percependo così le interazioni tra una persona e gli oggetti presenti nell’area circostante. In ambito industriale, ad esempio manufacturing in cui vi è una procedura di manutenzione da seguire, con “Naomi” si può così toccare un oggetto ed avere delle informazioni aggiuntive su di esso, conoscerne le specifiche o poter leggere le istruzioni su come utilizzarlo. Con il nostro software sarà possibile inoltre fare dei training di formazione di nuovi dipendenti, senza dover affiancare una risorsa, attuare strategie di “energy saving”, migliorare la sicurezza sul lavoro (es: se sto per toccare una scheda elettrica sotto corrente, “Naomi” potrebbe interrompere la corrente e salvare la nostra vita), o anche validare una procedura di manutenzione, sfruttando sempre l’assistente che permette il tutto in via automatica. Per adesso, se è pur vero che nell’industria vi sono già soluzioni che permettono la realtà aumentata, non esiste ancora il concetto di “controllo automatico”: in questo, noi vogliamo fare la differenza“.

Il software Naomi

“L’altro progetto in cantiere, invece, si chiama “Hero”, un assistente conversazionale in grado di interagire con l’utente utilizzando un linguaggio naturale – conclude – Ad esempio, sarà possibile parlare con il software chiedendogli “Cos’è questo oggetto? Come si utilizza?” ed “Hero” fornirà mediante linguaggio naturale risposte attinenti a ciò che vogliamo sapere o conoscere. Il nostro obiettivo è quello di riuscire ad integrarlo alle altre soluzioni che abbiamo creato come “Nairobi” e “Naomi”, creando così un ecosistema di servizi informatici“.