Messina

Taormina, Asm cerca un dg per l’atteso ritorno alla normalità

TAORMINA (ME) – A tre mesi dalla fine della messa in liquidazione, l’Azienda servizi municipalizzati (Asm) del Comune punta adesso a individuare il nuovo direttore generale e chiudere il cerchio di un processo che la sta portando, gradualmente, al ritorno verso una gestione ordinaria.

Non erano bastati dieci anni infatti, per ripianare una situazione debitoria che, a settembre del 2011 sembrava irrecuperabile, e tale da spingere l’Amministrazione ad aprire la messa in liquidazione, commissariandone la gestione. Una lunga traversata nel deserto, che ha visto alternarsi ben tre commissari liquidatori, in realtà risultati poco inclini a dare corso al mandato indicato dal civico consesso, continuando a svolgere servizi e attività amministrativa come una normalissima società municipalizzata, pur in regime di dismissione. Fino ad arrivare alla storica delibera (n. 65) che il Consiglio comunale ha approvato lo scorso 18 luglio, con che ha sancito lo “scioglimento e la messa in liquidazione di Asm”.

Buona parte del merito è da attribuire all’ultimo commissario liquidatore, Antonio Fiumefreddo, che l’Amministrazione del sindaco, Mario Bolognari, aveva chiamato a Taormina proprio con un mandato a obiettivo per mettere la parola fine a questa fantomatica liquidatela. Obiettivo raggiunto grazie al lavoro di un pool di esperti che, insieme ai dipendenti degli uffici comunali, sono riusciti a ricostruire i bilanci di Asm dal 2011 in poi, prima di portarli in Consiglio comunale per la definitiva approvazione, che è stata propedeutica alla chiusura della liquidazione.

Dieci anni di resoconti finanziari mai approvati, che avevano causato i mali di Asm e, di riflesso, anche del Comune di Taormina – adesso in dissesto finanziario – che aveva ricevuto ogni anno il richiamo da parte della Corte dei Conti, per una gestione poco chiara nei rapporti con le società partecipate. L’analisi dei bilanci ha evidenziato in particolare che erano stati chiusi in negativo soltanto due volte: nel 2015 (per circa 400 mila euro) e nel 2020, l’anno della pandemia che è costato all’Asm una perdita di ben 1 milione e 300 mila euro. Per non parlare del tribolato rapporto del cosiddetto dare-avere, tra il Comune e la stessa partecipata, risultante dal pagamento dei servizi resi dall’azienda (acquedotto, illuminazione pubblica, trasporto urbano, scuolabus) e la parte di incassi che l’Asm, a sua volta, avrebbe dovuto riconoscere alla casa municipale, per i ticket dei parcheggi e della funivia. Degli 11,8 milioni di euro accumulati da Palazzo dei Giurati, dal 2011 al 2020, il Comune risulterebbe così debitore solo per 3,4 milioni, ma si è giunti infine alla sottoscrizione di un accordo transattivo, che ha trovato un punto di incontro sulla soglia di 2,4 milioni di euro, che l’Amministrazione dovrà riconoscere all’azienda.

Sarà questo uno dei compiti più difficili che spetteranno al prossimo direttore generale, la cui carica ad interim è per ora esercitata dal comandate della Polizia locale Agostino Pappalardo, che era stato anche liquidatore dal 2014 al 2018. L’azienda ha reso pubblico sul proprio sito l’avviso “di selezione del direttore generale di Asm, da riservare a dirigenti o titolari di posizione amministrativa di ruolo presso le pubbliche amministrazioni”. Come indicato anche dal Consiglio comunale, le domande dovranno pervenire a mezzo Pec, entro e non oltre il 19 novembre. Quello del dirigente sarà un ruolo centrale, perché oltre ad avere in mano tutta la responsabilità gestionale dell’azienda, è in capo al dg anche la rappresentanza legale, affiancandosi ai tre componenti il Consiglio di amministrazione, di nomina politica, già nel pieno delle loro funzioni. Il nuovo direttore generale dovrà avere un’età compresa tra i 35 e i 60 anni, essere laureato e avere almeno cinque anni di servizio dirigenziale alle spalle, pubblico o privato. Il contratto sarà di durata quadriennale e andrà in scadenza nel 2025.

Twitter: @MassimoMobilia