Messina

De Luca punta i piedi anche su Palazzo Corvaja

TAORMINA (ME) – Dopo aver innescato con la Regione siciliana la battaglia sulla gestione e sugli incassi del Teatro Antico, il Comune ha messo le mani su Palazzo Corvaja per evitare che, una volta riaperto dopo i lavori di restauro, finisca a uso esclusivo del Governo regionale.

La Giunta del sindaco Cateno De Luca ha così revocato nelle scorse settimane una precedente delibera – del 6 aprile 2023 – con cui l’Amministrazione Bolognari aveva sottoscritto con la Regione una convenzione per istituire insieme al Parco archeologico di Naxos (lo stesso sotto la cui giurisdizione ricade il Teatro Antico) il Museo della Città di Taormina, proprio all’interno dello storico palazzo, che nel Quattrocento fu sede del primo Parlamento siciliano. L’intento del primo cittadino taorminese è sempre lo stesso: escludere la Regione dall’utilizzo diretto di beni culturali ricadenti nel territorio comunale.

Nel caso specifico della convenzione per il Palazzo Corvaja, De Luca avrebbe rilevato uno squilibrio nella suddivisione dei costi tra il Parco di Naxos e il Comune, in particolare nella manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile e nelle spese per le utenze, che sarebbero state poste tutte a carico di Palazzo dei Giurati, a eccezione di tre sale. L’Amministrazione taorminese avrebbe inoltre evidenziato lacune nel partenariato di gestione tra pubblico e privato, considerando la mancanza dell’elemento minimo del contratto che un ente pubblico intende stipulare con un privato. Non è stata rilevata inoltre, la definizione di modalità e termini per l’istituzione di un eventuale ticket d’ingresso al futuro Museo, così come il Comune non riuscirebbe a garantire la sicurezza del sito e la custodia dei beni collocabili all’interno. Tutto ciò ha portato De Luca e i suoi assessori a revocare il documento puntando a mantenere la gestione diretta del bene.

Palazzo Corvaja aveva ottenuto un finanziamento da 1 milione e 180 mila euro per lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, che il Comune di Taormina aveva richiesto al Fondo europeo di sviluppo e coesione, attraverso l’assessorato regionale alle Infrastrutture. Ad accendere i riflettori sul suo stato di salute era stata la Sovrintendenza ai Beni culturali di Messina, che nel 2018 aveva interdetto l’accesso al monumento, perché le continue infiltrazioni di acqua, oltre a danneggiare l’intonaco dei muri, avevano determinato delle vere e proprie lesioni strutturali, a cominciare dalla trave di sostegno dell’ingresso principale ritenuta pericolosa e pericolante. I lavori erano iniziati poi a settembre del 2021, ma ancora oggi non sono stati portati a termine. Per questo motivo l’Amministrazione comunale, oltre ad annullare la convenzione per il Museo, ha impegnato 47 mila euro dal proprio bilancio per portare a termine gli interventi richiesti per la raccolta delle acque, soprattutto dal cortile interno che non risulta essere mai stato collegato alla condotta fognaria. A breve saranno destinati inoltre, altri 50 mila euro, sempre a completamento di tutto ciò che possa servire per portare a termine il cantiere e riaprire il sito ai visitatori.

La chiusura di Palazzo Corvaja negli ultimi anni ha rappresentato certamente un fatto negativo in ottica turistica, non solo perché si tratta di uno dei più importanti palazzi storici della Perla, ma anche perché al suo interno trovavano sede gli uffici del locale Servizio turistico regionale, che si sono trovati costretti a ripiegare nel vicino Servizio di Giardini Naxos. Va da sé che la mancanza di un ufficio turistico nella capitale del turismo siciliano abbia rappresentato un notevole disservizio, ancor più quest’anno in cui, dopo i difficili anni del Covid, a Taormina è ritornato il grande turismo internazionale. Si spera quindi che il sito possa riaprire al più presto, entro la fine dell’estate.