Messina

Taormina e il rebus traffico, l’estate è già un rompicapo

TAORMINA (ME) – Si è concluso in questi giorni il restyling dell’impianto d’illuminazione della galleria Monte Tauro, richiesto da diversi mesi dalla Regione siciliana per poter sottoscrivere la Scia di attività antincendio e il Certificato di regolare esecuzione.

Il problema era emerso la scorsa estate quando, a seguito dell’introduzione del nuovo piano viario con il senso unico di marcia sulla via Circonvallazione, le precarie condizioni del tunnel taorminese erano salite all’attenzione degli organi regionali deputati ad autorizzare, in totale sicurezza, il passaggio in galleria alle linee di servizio pubblico, ma soprattutto degli autobus turistici scoperti. Dunque la prima fase dei lavori di ristrutturazione è stata portata a termine, secondo il programma stabilito dall’Amministrazione del sindaco Mario Bolognari, sul “procedimento di messa in sicurezza della galleria Monte Tauro”, con una spesa di 196 mila euro per la manutenzione straordinaria e l’adeguamento dell’impianto elettrico con i sistemi di emergenza T-Net.

Un piccolo passo in avanti per la viabilità taorminese che, d’altro canto, continua a rimanere uno dei rebus più difficili da sciogliere a Palazzo dei Giurati, soprattutto in vista della prossima stagione estiva. La riapertura a pieno regime della galleria – che con i suoi 1.500 metri attraverso per intero la città e rappresenta un’arteria fondamentale – ha fatto tirare agli automobilisti un sospiro di sollievo, dopo diversi giorni di code dovute al senso unico alternato. Disagi che si sono notevolmente aggravati con la chiusura della via Mario e Nicolò Garipoli, ovvero l’arteria di collegamento tra il casello autostradale e il centro storico, dopo l’evento franoso del 24 novembre che ha causato la caduta di enormi massi sulla carreggiata. Gli esperti della Protezione civile hanno già verificato che per riaprire la strada non basterà liberarla dai detriti, ma sarà necessario mettere prima in sicurezza tutto il costone roccioso sovrastante, che continua a essere pericolante.

Elementi che purtroppo non fanno prevedere nulla di buono sui tempi di intervento e di riapertura. Bisogna innanzitutto trovare le risorse, che probabilmente saranno intercettate nelle linee di intervento dei fondi europei. Poi si dovrà passare alla trafila burocratica per l’assegnazione dei lavori. Se tutto andrà bene si riuscirà a rimettere in sesto la via Garipoli in tempo per la prossima stagione turistica. Agli automobilisti non resta che allungare ulteriormente il proprio tragitto per raggiungere il casello autostradale più vicino, di Taormina o di Giardini Naxos. Per arrivare nella Perla dello Ionio da chi proviene dall’autostrada invece, si dovrà continuare a usare la via Pirandello da Capo Taormina, oppure la via Crocifisso, a sua volta quotidianamente intasata dal traffico per la vicinanza dell’ospedale San Vincenzo. Senza dimenticare che anche nei pressi del vicino casello autostradale di Giardini Naxos rimane sbarrata la bretella che collega le popolose frazioni taorminesi di Chianchitta e Trappitello, dopo il cedimento del muro d’argine causato dalla piena del torrente Santa Venera. In questo caso si prospettano tempi biblici, tra competenza del Cas e costi già stimati in almeno 500 mila euro per le opere stradali, e in oltre 3 milioni di euro per l’intera sistemazione idraulica.

Una buona notizia, invece, è la recente determina (n. 247 del 15/12/2021) a contrattare per l’affidamento diretto volto alla redazione del progetto di “regimentazione delle acque bianche” in contrada Arancio a Trappitello, per un costo di 40 mila euro. Si tratta di un progetto atteso da anni e di estrema urgenza, per rimediare agli allagamenti che si verificano dopo ogni episodio di maltempo, in questa zona ad alta densità residenziale e dove ha sede anche l’Istituto Tecnico economico, turistico e alberghiero Pugliatti.

Twitter: @MassimoMobilia