Messina

Taormina, sviluppo e Fondi comunitari, Comuni a una sfida decisiva

TAORMINA (ME) – In attesa di conoscere il quadro complessivo dei creditori, previsto entro la fine del mese, come passo propedeutico per procedere all’appianamento dei debiti accumulati fino al 2020, il Comune – in dissesto finanziario e impossibilitato a spendere per investimenti – continua a guardare ai fondi europei e a puntare sul sociale.

In questi giorni è arrivato infatti da Palazzo dei Giurati un avviso pubblico volto a individuare, nell’ambito degli enti no profit attivi nel settore, un soggetto che possa partecipare alla co-progettazione e all’attuazione di “interventi di pronto intervento sociale e a favore delle persone in condizione di povertà estrema o marginalità”. Lo aveva già annunciato il sindaco della Perla, Mario Bolognari, a seguito di un vertice tra amministratori e tecnici che era servito per delineare le strategie di Taormina nell’ambito delle risorse da attingere dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: progetti già pronti avrebbero riguardato proprio aiuti per le persone disagiate, anche nell’ambito di un contesto comprensoriale ed extracomunale.

In questa direzione Taormina, nelle vesti di comune capofila del Distretto socio-sanitario D32 – che raccoglie 23 città del messinese tra la costa ionica e la valle dell’Alcantara – ha promosso quest’avviso, trovandosi nella necessità di avvalersi di enti del terzo settore per la progettazione e la realizzazione di questo tipo di interventi, previsti proprio per contrastare gli effetti negativi causati dal Covid. Un avviso che si discosta però dalle risorse strettamente inerenti il Recovery Plan, mirando invece al Pon Inclusione, ovvero a quell’insieme di somme comprese nel Fondo sociale europeo, che vengono gestite dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e che a seguito della pandemia sono state rimpinguate dal cosiddetto React-EU, un’ulteriore forma di assistenza comunitaria alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa. Il Pon Inclusione in particolare, possiede una dotazione finanziaria nazionale di oltre 1,2 miliardi di euro, dei quali 797 milioni sono già stati assegnati su un totale di 1.390 progetti attivati.

La capitale del turismo siciliano, la cui economia è stata duramente colpita negli ultimi due anni di emergenza sanitaria, si è messa dunque in testa a un progetto che includerà l’intero comprensorio e fino a tutto il 2023, consapevole che lavoro e reddito, per la maggior parte delle famiglie abitanti nei comuni limitrofi, dipendono proprio dalle attività ricettive di Taormina. La contrazione dei visitatori e stagionalità turistiche ridotte a pochi mesi l’anno hanno infatti, ulteriormente, ridotto le possibilità economiche per migliaia di lavoratori, la cui speranza rimane aggrappata alla prossima stagione turistica, per ritornare quantomeno alla tanto attesa normalità dei viaggiatori.

Nonostante i problemi finanziari, il Comune di Taormina rafforza così l’idea di puntare ai Fondi europei per colmare la mancanza di liquidità da investire e da immettere sul mercato. Ricordiamo che progetti per 2 milioni di euro sono già stati approvati per le infrastrutture sportive cittadine, mentre altri ancora sono in dirittura d’arrivo per i servizi sociali e l’ambiente.

La task force riunitasi nelle scorse settimane a Palazzo dei Giurati, ha inoltre definito un piano d’azione al Pnrr con progetti riguardanti la riqualificazione del parco cittadino, la ristrutturazione delle scuole, l’efficienza energetica degli immobili comunali, e per accaparrarsi risorse da destinare al dissesto idrogeologico del territorio. La partecipazione ai bandi verrà effettuata infatti, non solo come singolo ente ma anche nell’ambito degli organi sovracomunali come appunto il Distretto D32, la Città metropolitana di Messina e l’Unione dei Comuni.

Twitter: @MassimoMobilia