Palermo

Il “latitante terrorista” arrestato a Palermo? In realtà è un rifugiato politico: scarcerato

L’uomo russo di 55 anni arrestato all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo lo scorso 25 agosto è stato scarcerato: si pensava si trattasse di un latitante terrorista, ma in realtà sembra che si tratti di un rifugiato politico.

L’incredibile storia si è conclusa, dopo gli accertamenti del caso, con la scarcerazione dell’uomo, che viaggiava con moglie e figlio: la famiglia di origine russa, quindi, potrà tornare nel Paese che li ha accolti, il Regno Unito.

“Terrorista” a Palermo, ma in realtà è un rifugiato politico

La storia dell’arresto risale a pochi giorni fa. Gli agenti di polizia allo scalo dell’aeroporto di Palermo, nel corso di una serie di controlli, hanno arrestato il 55enne in quanto su di lui pendevano una condanna e un mandato di cattura della Federazione russa per terrorismo dal 2017. In quel momento, l’uomo si trovava in vacanza con moglie e figlio e stava per rientrare a Londra, dove risiede, in aereo.

Durante l’interrogatorio in Corte d’Appello, alla presenza dell’avvocato Luca Bonanno, la reale identità del 55enne è stata chiarita. Le autorità hanno avuto conferma che il cittadino russo gode dello status di rifugiato politico, provato da un documento autenticato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite. Pare si tratti di un ex giornalista indipendente, che avrebbe denunciato la violazione dei diritti umani in Russia e, in particolare, in Cecenia. Per questa sua attività sarebbe stato denunciato e perfino torturato. La sua estradizione, quindi, avrebbe significato una condanna a morte.

Per questo le autorità giudiziarie ne hanno disposto la liberazione.

Immagine di repertorio