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100 anni dal Nobel di Grazia Deledda, Mattarella: “La Sardegna di Deledda è un personaggio che vive e respira”

100 anni dal Nobel di Grazia Deledda, Mattarella: “La Sardegna di Deledda è un personaggio che vive e respira”
Sergio Mattarella

Le celebrazioni al TEN Teatro Eliseo di Nuoro

Il Capo dello Stato ha raggiunto oggi il TEN Teatro Eliseo di Nuoro per celebrare il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice sarda Grazia Deledda. Il Presidente è stato accolto dagli studenti e dalle massime autorità locali: dal sindaco Emiliano Fenu, alla governatrice Alessandra Todde, la prefetta Alessandra Nigro e il presidente della provincia Giuseppe Ciccolini. Mattarella è stato accolto in teatro Eliseo sulle emozionanti note di Non potho reposare, eseguito dal coro degli alunni del liceo Musicale “Sebastiano Satta”, diretto dal maestro Alessandro Catte.

Mattarella: “Celebriamo oggi una donna di coraggio e grande talento”

“Sono lieto di portare il mio saluto ai suoi lettori e a tutti i cittadini di Nuoro e della Sardegna, in occasione dei cento anni dal conferimento del Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, un’artista del secolo scorso che parla ancora a noi con la forza dei suoi romanzi. Una capacità non comune, in quegli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, di raccontare la Sardegna, con la sua condizione umana e sociale, soprattutto femminile, e di trasformarla in un simbolo universale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si esprime sulle pagine del quotidiano ‘La Nuova Sardegna’ diretto da Luciano Tancredi, in occasione del centenario del conferimento del premio Nobel alla scrittrice sarda Grazia Deledda.

“Grazia Deledda è per la Sardegna, e per tutta l’Italia, – ha sottolineato – motivo di orgoglio e di vanto. Ma vorrei aggiungere che la Sardegna, nelle sue opere, non è solo uno sfondo, ma un vero personaggio che parla a tutti. Vive, respira, soffre insieme ai suoi abitanti. Celebriamo oggi una donna di coraggio e di grande talento, non sempre adeguatamente ricordati”.

L’umanità di Deledda

Richiamando le parole della stessa scrittrice, Mattarella ha citato il programma letterario e umano tracciato da Deledda in gioventù: “‘Io non sogno la gloria per un sentimento di vanità e di egoismo, ma perché amo intensamente il mio paese, e sogno di poter un giorno irradiare con un mite raggio le fosche ombre dei nostri boschi, di poter un giorno narrare, intesa, la vita e le passioni del mio popolo, così diverso dagli altri, così vilipeso e dimenticato e perciò più misero nella sua fiera e primitiva ignoranza”.

Mattarella prosegue il suo intervento, durante la celebrazione, con un aneddoto personale: “Quest’estate, nelle due settimane di vacanza che mi erano consentite, ho portato con me in montagna alcuni libri da leggere, alcuni recenti, altri da rileggere. Tra questi due di Grazia Deledda: ‘Il vecchio della montagna’ e ‘Canne al vento’. Li avevo letti da giovane studente, il che vuol dire molti decenni addietro, e ho ritrovato le medesime emozioni, le stesse impressioni che allora avevo registrato, trovandone conferma della modernità, vorrei aggiungere della perenne modernità dell’opera di Grazia Deledda”.

Mattarella: “Un ringraziamento al Sindaco per avermi invitato”

“È una riconoscenza – ha aggiunto il Capo dello Stato – che chiunque abbia letto le sue opere non può che coltivare e avvertire. Ed è una riconoscenza che questa mattina è stata sottolineata dagli interventi che abbiamo ascoltato. Vorrei esprimere un apprezzamento per l’iniziativa e anche il ringraziamento al sindaco per avermi invitato a essere presente quest’oggi in questa apertura di ‘Anno Deleddiano’, ringraziando molto per quanto viene fatto per sottolineare l’immenso contributo fornito alla cultura italiana da questa regione e segnatamente da Grazia Deledda”.

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