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Il presidente di Confindustria Sicilia, Montante: “Non mi dimetto”

PALERMO – “In questo anno è stato detto di tutto. Sono stato descritto come un personaggio discutibile, utilizzando strumentalmente la notizia di una indagine a mio carico per concorso esterno a favore di quegli stessi personaggi mafiosi che ho contribuito a colpire duramente sia sotto il profilo della libertà personale che dell’illecito arricchimento. Personaggi, quindi, dai quali è possibile aspettarsi ogni forma di reazione calunniosa, come insegna la storia”. Queste sono le parole del presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
“È giusto, però, ricordare tutto quello che in quasi vent’anni di attività è stato fatto, sempre in costante rapporto con Magistratura, Forze dell’ordine e istituzioni delegate, allo scopo di radicare nel mondo dell’imprenditoria i valori e la cultura della legalità – ha aggiunto -. Era il 2005 ed ero alla guida della Confindustria nissena, quando decidemmo di allontanare gli imprenditori legati alle organizzazioni mafiose, costituendoci, contestualmente, parte civile nei processi. Era la prima volta in assoluto di un’azione del genere. Una rivoluzione innanzitutto culturale, ancora più difficile perché portata avanti in un territorio da sempre soggetto a forti condizionamenti mafiosi. Lo abbiamo fatto. E non me ne pento, nonostante oggi stia pagando sulla mia pelle il prezzo di queste scelte di ‘rottura’. Grazie a quanto fatto anche a rischio della vita e mettendoci sempre la faccia in prima persona, abbiamo ottenuto risultati importanti: decine di imprenditori espulsi da Confindustria per contiguità alla mafia; dozzine di dimissioni spontanee; la creazione nelle principali citta’ di un percorso che accompagna per mano gli imprenditori che vogliono denunciare”.