LICATA (AG) – Sono stati rimossi nella notte tra mercoledì e giovedì i blocchi umani, compresi numerosi bambini, che hanno impedito la demolizione di una villetta abusiva a Torre di Gaffe. Decine di persone si sono recate sul posto per bloccare forze dell’ordine e le ruspe.
Il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, e l’aggiunto Ignazio Fonzo avevano annunciato l’avvio di un’inchiesta e ribadito l’obbligo di abbattimento immediato della struttura abusiva: “La legge va rispettata – hanno detto – e le demolizioni vanno eseguite per effetto di sentenze passate in giudicato”.
Le demolizioni sono state decise in virtù del protocollo di intesa che il sindaco, Angelo Cambiano, ha siglato lo scorso 7 ottobre con la Procura di Agrigento. Dopo le iniziali proteste, dunque, la situazione è rientrata nella normalità.
“È probabile – ha affermato il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, che le spinte esterne che ci sono state per fomentare i disordini si siano placate perché appunto è stato capito che non c’erano spazi. Ha inciso, naturalmente, la fermezza del questore e delle Forze dell’ordine. E tutti hanno capito che era inutile questo tipo di resistenza, che piuttosto avrebbe portato altri danni, ossia a inchieste, denunce e arresti, oltre alla demolizione delle case”.
Nel frattempo, alcuni ex proprietari degli immobili in questione hanno deciso di procedere autonomamente alle operazioni di abbattimento degli edifici irregolari. “Con i risparmi ottenuti grazie a queste demolizioni autonome – ha concluso Di Natale – si potrà allargare questa prima fase, ossia il numero degli stabili da radere al suolo”.
Il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, e l’aggiunto Ignazio Fonzo avevano annunciato l’avvio di un’inchiesta e ribadito l’obbligo di abbattimento immediato della struttura abusiva: “La legge va rispettata – hanno detto – e le demolizioni vanno eseguite per effetto di sentenze passate in giudicato”.
Le demolizioni sono state decise in virtù del protocollo di intesa che il sindaco, Angelo Cambiano, ha siglato lo scorso 7 ottobre con la Procura di Agrigento. Dopo le iniziali proteste, dunque, la situazione è rientrata nella normalità.
“È probabile – ha affermato il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, che le spinte esterne che ci sono state per fomentare i disordini si siano placate perché appunto è stato capito che non c’erano spazi. Ha inciso, naturalmente, la fermezza del questore e delle Forze dell’ordine. E tutti hanno capito che era inutile questo tipo di resistenza, che piuttosto avrebbe portato altri danni, ossia a inchieste, denunce e arresti, oltre alla demolizione delle case”.
Nel frattempo, alcuni ex proprietari degli immobili in questione hanno deciso di procedere autonomamente alle operazioni di abbattimento degli edifici irregolari. “Con i risparmi ottenuti grazie a queste demolizioni autonome – ha concluso Di Natale – si potrà allargare questa prima fase, ossia il numero degli stabili da radere al suolo”.
