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Annamaria Corsello indagata e sospesa per peculato

PALERMO – L’ex dirigente generale dell’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Corsello è stata sospesa per sei mesi dall’esercizio delle funzioni di liquidatore di due società partecipate dalla Regione siciliana (Biosphera SpA e Multiservizi SpA) dal gip di Palermo su richiesta della Procura, che ha anche disposto nei suoi confronti un sequestro preventivo di somme per oltre 140.000 euro ipotizzando il reato di peculato per l’indebita “autoliquidazione” di compensi in qualità di liquidatore delle due società partecipate, carica ricoperta già dal 2011.
Corsello, secondo la Gdf, violando il principio di onnicomprensività del trattamento retributivo dei dirigenti pubblici, si sarebbe appropriata di compensi relativi ad incarichi aggiuntivi che dovevano essere obbligatoriamente versati alla propria amministrazione e confluire nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza.
Le indagini di polizia giudiziaria, oordinate dal Procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto procuratore Battinieri, sono scaturite da preliminari accertamenti istruttori delegati ai finanzieri dalla Procura Regionale della Corte dei conti (che ha già emesso nei confronti di Corsello l’atto di citazione in giudizio) finalizzate a verificare la sussistenza di concomitanti responsabilità di carattere penale.
Nel novembre dello scorso anno,  Corsello era stata sospesa per sei mesi dalle funzioni ed iscritta nel registro degli indagati per istigazione alla corruzione. Le venne contestato di avere chiesto al rappresentante di un ente di formazione l’assunzione di sette dirigenti che non potevano essere presi in carico dalla Regione per il blocco delle assunzioni. I loro nomi erano stati scritti su carta intestata della Regione sequestrata dalla Guardia di Finanza.