ROMA – “L’industria italiana, e in particolare quella meccanica, si conferma lo specchio dei cambiamenti geo-politici mondiali”, ha dichiarato il presidente di Anima, Alberto Caprari. "Fare impresa oggi – ha aggiunto – significa anche essere pronti a considerare l’imprevedibilità e la dinamicità di fattori legati alla politica e al contesto internazionali, più che all’effettiva capacità commerciale delle imprese”.
Gli Usa si confermano prima destinazione dell’export di meccanica Made in Italy con una performance "difficilmente ripetibile nei prossimi anni": dal 2011 al 2015 il fatturato è quasi raddoppiato da 1,5 a 2,7 miliardi di euro. Quanto al Regno Unito, è il quarto paese di destinazione dell’export della meccanica italiana, con scambi pari a 1,2 miliardi di euro nel 2015. Ma il risultato del referendum "non lascerà invariata la situazione”. Il secondo mercato di destinazione per la nostra meccanica è rappresentato dalla Germania che, dal 2011 al 2014, ha registrato un leggero calo recuperato di slancio nel 2015 con un + 9% rispetto al 2014. Terza posizione per la Francia, verso la quale, negli ultimi 5 anni, si è progressivamente ridotto il valore del nostro export passando da 2,3 mld di euro a poco più di 2,1 mld di euro.
Gli Usa si confermano prima destinazione dell’export di meccanica Made in Italy con una performance "difficilmente ripetibile nei prossimi anni": dal 2011 al 2015 il fatturato è quasi raddoppiato da 1,5 a 2,7 miliardi di euro. Quanto al Regno Unito, è il quarto paese di destinazione dell’export della meccanica italiana, con scambi pari a 1,2 miliardi di euro nel 2015. Ma il risultato del referendum "non lascerà invariata la situazione”. Il secondo mercato di destinazione per la nostra meccanica è rappresentato dalla Germania che, dal 2011 al 2014, ha registrato un leggero calo recuperato di slancio nel 2015 con un + 9% rispetto al 2014. Terza posizione per la Francia, verso la quale, negli ultimi 5 anni, si è progressivamente ridotto il valore del nostro export passando da 2,3 mld di euro a poco più di 2,1 mld di euro.
