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M5S torna alla carica: “Via la Monterosso”

PALERMO – Il Movimento cinquestelle torna alla carica sulla richiesta di revoca del contratto del segretario generale della Regione siciliana Patrizia Monterosso. La deputata alla Camera Giulia Di Vita ha presentato una interrogazione indirizzata al premier Renzi e ai ministri per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione che chiede lo “Stop al contratto del segretario generale e a tutti quelli dirigenziali effettuati dopo l’entrata in vigore delle legge 7 agosto 2014, la cosiddetta delega Madia”. L’interrogazione chiede anche se il Governo non ritenga opportuno dare un segnale politico di rilievo per evitare alle Regioni e alle istituzioni di tenere un comportamento scorretto con “procedure che sembrano avere il surrettizio scopo di aggirare anzitempo le nuove norme sulla dirigenza pubblica”. “Quanto approvato ‘delega Madia’ – afferma Giulia Di Vita – è il risultato di una proposta di modifica del gruppo M5S, che si è battuto nell’aula parlamentare affinché venisse sancita una norma di buon senso che prevedesse almeno, per l’appunto, la revoca o il divieto di rinnovo dell’incarico ai dirigenti in settori esposti al rischio corruzione, quando c’è una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose. Una ipotesi che calza a pennello con la situazione delle dottoressa Monterosso, condannata, ricordiamolo, con sentenza definitiva a risarcire all’erario quasi un milione e 300 mila euro. Anche per questo oltre che per ragioni di opportunità il suo contratto deve essere revocato”. “è assurdo – ha detto Giorgio Ciaccio – vedere a capo della burocrazia regionale una persona condannata in via definitiva per danno all’erario. Crocetta con questa ennesima scellerata scelta ha dimostrato di non essere in grado di dare il buon esempio, condizione necessaria per ridare credibilità alle istituzioni, ormai ai minimi storici. Dobbiamo cambiare rotta e passo. Per questo motivo se dovessimo vincere alle prossime competizioni regionali persone in queste situazioni non potranno mai ricoprire incarichi apicali. Stiamo lavorando sull’aspetto legislativo per far sì che vergogne simili non capitino più in nessuna legislatura”.