ROMA – “Le nostre risposte, seppur dure, non devono mai diventare una provocazione potenzialmente capace di attirare attentati”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano in un’intervista che ruota attorno alla questione dell’Islam. Sugli imam, il titolare del Viminale ribadisce la proposta che si formino in Italia: “Basta con le moschee fai da te che spuntano nei garage”.
In Germania la Cdu, in apparente contrasto con il ministro De Maiziere, sta preparando una bozza per i casi in cui il burqa potrebbe essere proibito. In Italia, i tribunali hanno stabilito che la legge Reale del ‘75 (vieta l’uso dei caschi nei cortei) non può interdire il burqa o il niqab (il velo), indossabili per “giustificato motivo”. Il governo ha mai pensato a una svolta di tipo francese? “Il ministro dell’Interno ha la responsabilità di garantire la sicurezza e di scegliere il livello di durezza nelle risposte che però non diventi mai provocazione potenzialmente capace di attirare attentati”, risponde Alfano.
In Francia, dopo Cannes, anche Sisco (Corsica) ha vietato il “burkini” sulle spiagge in seguito una rissa tra francesi e nordafricani che non gradivano di essere fotografati… “Non mi sembra, ahimè, che il modello francese abbia funzionato per il meglio”.
Allora, qual è la ricetta in questa estate in cui i diritti sembrano dover indossare la camicia di forza? “Il mio approccio – spiega Alfano – è costituzionale, perché la nostra Carta garantisce a tutti la libertà di culto; liberale, perché esiste un diritto naturale che precede le leggi e le costituzioni; pragmatico, perché in Italia ci sono un milione mezzo di musulmani che io non posso certo considerare terroristi o fiancheggiatori dei terroristi; severo, perché ho espulso 9 imam in quanto c’è una differenza tra pregare e inneggiare all`odio e alla violenza”.
In Germania la Cdu, in apparente contrasto con il ministro De Maiziere, sta preparando una bozza per i casi in cui il burqa potrebbe essere proibito. In Italia, i tribunali hanno stabilito che la legge Reale del ‘75 (vieta l’uso dei caschi nei cortei) non può interdire il burqa o il niqab (il velo), indossabili per “giustificato motivo”. Il governo ha mai pensato a una svolta di tipo francese? “Il ministro dell’Interno ha la responsabilità di garantire la sicurezza e di scegliere il livello di durezza nelle risposte che però non diventi mai provocazione potenzialmente capace di attirare attentati”, risponde Alfano.
In Francia, dopo Cannes, anche Sisco (Corsica) ha vietato il “burkini” sulle spiagge in seguito una rissa tra francesi e nordafricani che non gradivano di essere fotografati… “Non mi sembra, ahimè, che il modello francese abbia funzionato per il meglio”.
Allora, qual è la ricetta in questa estate in cui i diritti sembrano dover indossare la camicia di forza? “Il mio approccio – spiega Alfano – è costituzionale, perché la nostra Carta garantisce a tutti la libertà di culto; liberale, perché esiste un diritto naturale che precede le leggi e le costituzioni; pragmatico, perché in Italia ci sono un milione mezzo di musulmani che io non posso certo considerare terroristi o fiancheggiatori dei terroristi; severo, perché ho espulso 9 imam in quanto c’è una differenza tra pregare e inneggiare all`odio e alla violenza”.
