ROMA – “Mai visto nulla di simile”: la distruzione provocata ad Amatrice dal terremoto del 24 agosto colpisce perfino i sismologi più esperti, come Fabrizio Galadini, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). “Non ho mai visto nulla di simile: ad Amatrice – ha spiegato Galadini – gli edifici si sono letteralmente sbriciolati e fanno tornare in mente le immagini dei grandi terremoti del passato, come quello del 1980 in Irpinia, e più indietro nel tempo, quello di Avezzano del 1915. Anche lì non era rimasto nulla in piedi e il paese era diventato un ammasso informe di detriti di edifici che una volta erano case”.
Viene spontaneo chiedersi il perché di tanta distruzione ad Amatrice. La risposta più immediata è la vulnerabilità degli edifici, ma ci si chiede anche se il terreno abbia caratteristiche tali da amplificare gli effetti del sisma. Dai crolli alla faglia del Monte Vettore, responsabile del sisma del 24 agosto: per i sismologi anche i cambiamenti avvenuti nel suolo possono raccontare molto. “C’è stato sicuramente uno spostamento del suolo – ha detto Galadini – e nell’area a Sud del Monte Vettore si vede molto bene una piccola scarpata, un gradino formato nel suolo dell’altezza di 20 centimetri, costante per un tratto molto lungo”.
Viene spontaneo chiedersi il perché di tanta distruzione ad Amatrice. La risposta più immediata è la vulnerabilità degli edifici, ma ci si chiede anche se il terreno abbia caratteristiche tali da amplificare gli effetti del sisma. Dai crolli alla faglia del Monte Vettore, responsabile del sisma del 24 agosto: per i sismologi anche i cambiamenti avvenuti nel suolo possono raccontare molto. “C’è stato sicuramente uno spostamento del suolo – ha detto Galadini – e nell’area a Sud del Monte Vettore si vede molto bene una piccola scarpata, un gradino formato nel suolo dell’altezza di 20 centimetri, costante per un tratto molto lungo”.
