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L’Ingv sulla tragedia di Ischia: “Fenomeni vulcanici difficili da calcolare”

ISCHIA (NA) – Dopo il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha diramato una comunicato per spiegare cosa sia successo sotto l’isola del golfo di Napoli. “I rari terremoti che avvengono sotto i vulcani, come quello di Ischia, sono più difficili da studiare rispetto ai terremoto tettonici, che sono decisamente più numerosi e molto più noti”.
“Una caratteristica comune a tutti – ha commentato il sismologo Gianluca Valensise –  è di essere molto più superficiali, al punto da superare molto difficilmente la profondità di cinque chilometri. Questo accade perché al di sotto di cinque chilometri la crosta diventa troppo calda per generare una rottura. Spesso non è semplice studiare i terremoti vulcanici perché le stazioni di rilevamento possono essere distanti alcuni chilometri e di conseguenza questo richiede un’analisi più complessa rispetto a quanto avviene nel caso dei terremoti tettonici”.
“Al momento – concludono – il valore di 4.0 è la stima più attendibile della magnitudo terremoto avvenuto a Ischia. Il precedente valore di 3.6 si riferiva invece alla magnitudo locale (ML). I sismologi del Centro nazionale terremoti dell’Ingv sono al lavoro per calcolare il valore definitivo”.
Il primo valore della magnitudo, pari a 3.6, è stato calcolato dall’Ingv in modo automatico, come sempre avviene quando si verifica un terremoto. Il nuovo valore di 4.0 si è basato sui dati rilevati dalla rete simica dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv, che ha quattro stazioni a Ischia.