CATANIA – “Continua il percorso in salita per l’Amt che sta per archiviare una delle peggiori stagioni estive della sua storia, le cui difficoltà sono state principalmente causate dall’ormai cronica mancanza di mezzi”. A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della federazione Autoferrotranvieri Ugl Giuseppe Scannella.
“Per la maggior parte dei catanesi – spiega – le ferie si sono concluse e quasi tutti gli uffici hanno ricominciato a lavorare a pieno regime, ma l’impatto più evidente si avrà tra pochi giorni quando avrà inizio l’anno scolastico ed il sistema di trasporto pubblico cittadino rischia il default. Questo perché non è possibile effettuare un servizio con meno di 70 vetture disponibili, quando invece ne sarebbero necessarie almeno il doppio. è inutile ormai – continua Scannella – nascondere che l’Amt è un’azienda naufragata, abbandonata dalle istituzioni ed anche dai suoi vertici che, uno dopo l’altro, hanno lasciato l’incarico ad eccezione di Stefania Di Serio. Ultimo a mollare il timone è stato il presidente Carlo Lungaro, a suggello di quella che appare come una vera e propria soap opera che ha segnato una delle fasi più infelici della storia della partecipata del Comune”.
“Lungaro è stato un presidente che a lungo ha cercato di provare a raddrizzare la situazione – aggiunge – ma che ad un certo punto si è trovato a soccombere per colpe sicuramente non sue. Fatto sta che in assenza del plenum del Cda e senza un direttore generale, non è assolutamente possibile pensare ad una conduzione che vada oltre il minimo indispensabile, così come è stato fino ad oggi. è necessario che la proprietà si muova in tempi rapidissimi per individuare una soluzione, ponendo a capo dell’azienda di trasporto non l’ennesimo uomo del sottogoverno, ma un vero e proprio tecnico professionista capace di riprendere un contesto allo sbando e riportarlo sui giusti binari, a partire dalla rivendicazione delle somme che il Comune deve ancora versare e che, solo per il 2016, ammontano a 20 milioni di euro. Oltretutto non comprendiamo i ritardi e la sofferenza nell’erogazione degli stipendi, considerato che la Regione ha inviato 9 milioni di euro, una questione che chiederemo al nuovo numero uno di Amt”.
“Subito dopo – conclude – vengono il piano industriale ed un serio piano degli investimenti, oltre al rinnovo del contratto con lo stesso Comune che è in proroga da diverso tempo. Non basta dunque sperare nell’arrivo di autobus già usati a Milano, ma c’è bisogno di una dirigenza capace di prendere in mano sin da subito la situazione per restituire ai catanesi un servizio efficiente e degno di questa nostra città. In assenza di una precisa strategia, nel giro di due anni l’azienda arriverà a scomparire.”
“Per la maggior parte dei catanesi – spiega – le ferie si sono concluse e quasi tutti gli uffici hanno ricominciato a lavorare a pieno regime, ma l’impatto più evidente si avrà tra pochi giorni quando avrà inizio l’anno scolastico ed il sistema di trasporto pubblico cittadino rischia il default. Questo perché non è possibile effettuare un servizio con meno di 70 vetture disponibili, quando invece ne sarebbero necessarie almeno il doppio. è inutile ormai – continua Scannella – nascondere che l’Amt è un’azienda naufragata, abbandonata dalle istituzioni ed anche dai suoi vertici che, uno dopo l’altro, hanno lasciato l’incarico ad eccezione di Stefania Di Serio. Ultimo a mollare il timone è stato il presidente Carlo Lungaro, a suggello di quella che appare come una vera e propria soap opera che ha segnato una delle fasi più infelici della storia della partecipata del Comune”.
“Lungaro è stato un presidente che a lungo ha cercato di provare a raddrizzare la situazione – aggiunge – ma che ad un certo punto si è trovato a soccombere per colpe sicuramente non sue. Fatto sta che in assenza del plenum del Cda e senza un direttore generale, non è assolutamente possibile pensare ad una conduzione che vada oltre il minimo indispensabile, così come è stato fino ad oggi. è necessario che la proprietà si muova in tempi rapidissimi per individuare una soluzione, ponendo a capo dell’azienda di trasporto non l’ennesimo uomo del sottogoverno, ma un vero e proprio tecnico professionista capace di riprendere un contesto allo sbando e riportarlo sui giusti binari, a partire dalla rivendicazione delle somme che il Comune deve ancora versare e che, solo per il 2016, ammontano a 20 milioni di euro. Oltretutto non comprendiamo i ritardi e la sofferenza nell’erogazione degli stipendi, considerato che la Regione ha inviato 9 milioni di euro, una questione che chiederemo al nuovo numero uno di Amt”.
“Subito dopo – conclude – vengono il piano industriale ed un serio piano degli investimenti, oltre al rinnovo del contratto con lo stesso Comune che è in proroga da diverso tempo. Non basta dunque sperare nell’arrivo di autobus già usati a Milano, ma c’è bisogno di una dirigenza capace di prendere in mano sin da subito la situazione per restituire ai catanesi un servizio efficiente e degno di questa nostra città. In assenza di una precisa strategia, nel giro di due anni l’azienda arriverà a scomparire.”
