Muos, concessione revocata ma ieri cantiere ancora aperto - QdS

Muos, concessione revocata ma ieri cantiere ancora aperto

Marina Pupella

Muos, concessione revocata ma ieri cantiere ancora aperto

giovedì 07 Febbraio 2013 - 10:00
Muos, concessione revocata ma ieri cantiere ancora aperto

Il presidente Crocetta, su pressione di M5S e comitati di protesta, ha deliberato il provvedimento. I due ingegneri che hanno dato parere positivo non sono riusciti a fugare i dubbi

PALERMO – Il governo Crocetta torna sui suoi passi ed emana il provvedimento di revoca delle autorizzazioni per i lavori dell’impianto satellitare americano del Muos di Niscemi. A darne notizia è la Presidenza della Regione, che in una nota spiega di “aver dato mandato all’assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello e al dirigente generale di avviare immediatamente il procedimento per la revoca delle autorizzazioni secondo i protocolli 43182 e 36783 del 28 e del 1°giugno 2011”. Il provvedimento deciso in fretta e furia dalla Giunta di governo dovrebbe essere più incisivo rispetto alla semplice sospensione dei lavori che, di fatto, si è rivelata una vera farsa dal momento che gli americani non ne hanno tenuto conto, proseguendo con la realizzazione del sistema satellitare. Fino a ieri mattina, i camion delle imprese costruttrici entravano ed uscivano dal cantiere, presidiato all’esterno dai ‘No Muos’.
Di certo il pressing dei deputati del M5S e del popolo del ‘No Muos’, che ha cominciato a contestarlo, e delle commissioni Sanità e Ambiente dell’Ars che ritengono fondati i dubbi di buona parte della comunità scientifica sui rischi per la salute pubblica dovuti all’emissione di onde elettromagnetiche, ha giocato un ruolo fondamentale.
La mossa arriva a termine di una giornata convulsa, scandita dalle proteste, davanti all’Assemblea regionale, dei comitati No Muos, e dagli scontri verbali, con toni spesso accesi, tra studiosi di diversa estrazione, che hanno risposto alla convocazione delle commissioni parlamentari riunite in seduta congiunta. Grandi assenti sono stati proprio gli americani, sebbene i commissari avessero contatto l’ambasciata Usa per avere un loro rappresentante alla riunione. “Non vogliamo fare la guerra agli Usa, ma loro invece di fare i sordi e i prepotenti, rispondano alle nostre domande sul Muos di Niscemi, senza trincerarsi dietro il silenzio o dialogando con i loro intermediari a Roma. Per il governo il parere positivo dal punto di vista sanitario al progetto dato dalla società di ingegneria è carta straccia”, ha dichiarato ieri il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in conferenza stampa a Palermo. Per Crocetta “non è necessario istituire una commissione d’inchiesta, perché la storia del Muos l’abbiamo molto chiara”.
Ancora una volta gli studiosi ha sollevato molti dubbi sull’impatto che il sistema satellitare può avere sull’ambiente e la salute. I professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino hanno ribadito che i dati a disposizione delle attuali antenne (sono 46) presenti a Niscemi emettono onde ad alto rischio. Incognite e perplessità che i professori Patrizia Livreri e Luigi Zanforlin, i due ingegneri dell’Università di Palermo che nel 2011 hanno dato parere positivo al Muos, non sono riusciti del tutto a fugare. I due studiosi sono stati accusati di non aver portato in commissione i dati della relazione, affidata proprio alla Regione quando due anni fa firmò il protocollo d’intesa con l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa, dando così il via libera al Muos. Livreri, vicina all’ex governatore Raffaele Lombardo e in passato consulente di Finmeccanica, si è giustificata appellandosi al “segreto professionale”, polemizzando sul piano politico con i commissari. Poi ha rivelato che ad ingaggiare lei e Zanforlin è stata la società Urs di Milano, controllata dalla Urs corporation, gruppo internazionale che ha il quartier generale a San Francisco. Per Livreri, che sostiene di non sapere chi ha incaricato la Urs di occuparsi della consulenza, il Muos “è un sistema di telecomunicazioni innovativo e non un sistema d’arma di difesa”, come viene valutato dai comitati “No Muos”. In base a quali parametri i due ingegneri palermitani, che in passato hanno avuto rapporti con gli Usa, hanno dato parere positivo rimane un mistero, difficile da svelare.
Pippo Digiacomo (Pd), presidente della commissione Sanità dell’ Ars, invita “l’alta burocrazia della Regione a giocare a carte scoperte: non intralci la politica come spesso ha fatto e si schieri al fianco del governo”.

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