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Governo: Mattarella sferza i partiti, esecutivo neutrale o voto subito

Un governo "neutrale, di servizio, di garanzia" ma nella pienezza dei poteri: sono questi i termini che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie per descrivere la natura dell’Esecutivo a cui è pronto a dar vita nell’estremo tentativo di evitare nuove elezioni, che pure sembrano avvicinarsi a grandi passi.
 
Il Capo dello Stato, alla fine del terzo giro di Consultazioni, si rivolge direttamente ai partiti,visibilmente contrariato, constatandone la persistente incapacità di siglare intese dopo il voto del 4 marzo e mettendo però in evidenza anomalie e rischi di urne in "estate piena" o peggio ancora in autunno, con la legge di Bilancio da approvare, l’aumento dell’Iva da disinnescare e i mercati finanziari da tenere a bada.
 
Se dal Pd il sostegno al Colle è pieno, Lega e M5S fanno sapere di non essere disponibili a offrire i propri voti a un Esecutivo di tregua e chiedono elezioni subito.
 
Per queste, la data più probabile, osservano fonti parlamentari, sarebbe quella del 22 luglio con una campagna elettorale dunque da fare sotto gli ombrelloni.
 
Ma nuove elezioni in autunno portano con sè il rischio dell’esercizio provvisorio e di esporre il Paese alla speculazione finanziaria.
 
Due scenari che Mattarella non nasconde di voler scongiurare ed è per questo che si assume la responsabilità di proporre un governo che possa traghettare il Paese in questa difficile fase senza rinunciare all’idea che, settimana dopo settimana, possa maturare in Parlamento quell’intesa che finora non si è consumata fra le forze politiche.
 
A quel punto, la squadra di governo formata su input del Colle andrebbe a casa e nascerebbe un nuovo governo politico.
 
Altrimenti, ci sarebbero comunque le urne ma nel 2019.