Tre mesi fa l’arresto clamoroso di un pm , Giancarlo Longo, accusato di aver pilotato fascicoli di indagine per favorire clienti di peso di due avvocati, in cambio di soldi e viaggi di lusso.
Ora un altro terremoto rischia di investire la procura di Siracusa.
Il 16 maggio prossimo il plenum del Csm si pronuncerà sulla richiesta della Prima Commissione di trasferire d’ufficio per incompatibilità ambientale il procuratore Francesco Paolo Giordano.
Una proposta fondata soprattutto sull’ "irrimediabile frattura del rapporto fiduciario" che si sarebbe determinato tra lui e i suoi sostituti, gli stessi che due anni fa mandarono un esposto al Csm, al ministro della Giustizia, al Pg della Cassazione e alla procura di Messina, da cui è poi scaturita l’inchiesta che il 6 febbraio scorso ha portato all’arresto di Longo (ora ai domiciliari) e di altre 14 persone.
Quando gli aprì la procedura di trasferimento d’ufficio, la Commissione contestò a Giordano di aver minimizzato le anomalie nell’operato professionale di Longo e di altri colleghi che i firmatari dell’esposto gli avevano segnalato e di aver disincentivato se non ostacolato la formalizzazione di quei rilievi.
Di qui la necessità di trasferire Giordano, anche per "restituire serenità e credibilità" alla procura di Siracusa.
