"La conferma da parte del tribunale del riesame di Ragusa del dissequestro della nave di Proactiva Open Arms è un’ottima notizia perché un nuovo stop avrebbe impedito ai volontari di salvare delle vite nel Mediterraneo. Ma è molto importante anche perché, ribadendo che la Ong ha agito per ‘stato di necessità’, ha confermato che non ci sono elementi per considerare la Libia un posto sicuro dove poter riaccogliere i migranti".
E’ quanto afferma il deputato di +Europa e segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi che nelle scorse settimane è stato a bordo proprio di una delle navi di Proactiva che operano nel Mediterraneo Centrale.
"Alla luce di questa sentenza – prosegue Magi – è ancora più urgente che la Guardia costiera italiana spieghi su quali basi puntualmente affida alla Guardia costiera libica la gestione delle operazioni di salvataggio in acque internazionali. Quando ero sull’Astral abbiamo ricevuto da Roma tre richieste di soccorso di imbarcazioni in difficoltà seguite ogni volta dalla comunicazione del passaggio ai libici del coordinamento e della responsabilità degli interventi. E con i miei occhi ho visto come i guardacoste libici agiscano da ‘pirati nel Mediterraneo, con i mezzi forniti dal nostro governo".
"Su tutto ciò – conclude – ho chiesto spiegazioni al governo pubblicamente e ufficialmente in un’interpellanza parlamentare, ma a oggi ancora non ho ricevuto risposte sugli accordi con la Libia per il contrasto alla migrazione irregolare, né sul rischio che l’Italia si renda complice di respingimenti illegali".
