"Non so cosa muove Salvini, non sono certo una psicologa. Spero solo sia aperto ad imparare quello che non sa, ma una cosa è certa non sono affatto d’accordo con quello che sta facendo".
Lo ha detto il premio Oscar Vanessa Redgrave, 81 anni, a Roma per la presentazione di "Sea Sorrow", documentario da lei girato con il patrocinio dell’Onu e presentato anche a Cannes e per il New York Film Festival.
Prodotto da Carlo Nero, figlio della Redgrave e di Franco Nero, il documentario affronta il dramma dei rifugiati che approdano sulle coste europee con uno sguardo particolare sui bambini, di cui l’attrice inglese si occupa da tempo nel suo impegno umanitario.
La democrazia in Europa, ci tiene a dire la Redgrave: "dipende anche dalla capacità di accogliere i profughi".
"Non ci può essere speranza di democrazia se si lasciano morire le persone in mare, nel deserto, sotto i missili, le bombe o i colpi dei cecchini".
La Redgrave ha annunciato che si recherà in Sicilia per ringraziare "I sindaci del Sud", che "come d’altronde la maggioranza degli italiani, credono nel rispetto della legge internazionale e se la leadership non fa le cose giuste, si opporrà".
L’attrice ha detto che si recherà in Sicilia per incontrare Leoluca Orlando quale rappresentante dei sindaci isolani e ringraziarlo per l’accoglienza ai migranti.
"Avevo due anni – ha poi raccontato – quando la gente fuggiva da Londra bombardata dai nazisti e veniva accolta con grande spontaneità".
Per la Redgrave, infine, che dopo il caso di Alan Kurdi (il bimbo siriano divenuto un simbolo del dramma dei profughi) ha aperto una raccolta fondi a sostegno dei bambini, comunque più fiducia nei popoli che nei loro governi: "Bisogna sempre fare una distinzione, è raro infatti che i governi si occupino davvero dei bisogni dei popoli".
