ROMA – La quota di giovani con medio e alto titolo di studio che non studiano e non lavorano è in deciso calo negli ultimi tre anni (dal 28,3% al 25,5% e dal 26,4% al 21,4%, rispettivamente); minimo invece il decremento dei neet tra i giovani che hanno al massimo la scuola secondaria inferiore (dal 23,9% al 23,4%). Lo si legge nel Rapporto Istat 2017 sui livelli di istruzione. Lo scorso anno in Italia si stima che i giovani di 15-29 anni non occupati e non in formazione erano 2 milioni e 189 mila (24,1%): il 41% cercava attivamente un lavoro e il 29,8% erano forze di lavoro potenziali. La quota di neet in Italia ha registrato un continuo aumento dall’inizio della crisi economica, raggiungendo il massimo nel 2014. Il numero ha poi iniziato a scendere a partire dal 2015 in concomitanza con la ripresa economica. Il Report odierno certifica la quota dei neet resta la più elevata tra i Paesi dell’Unione e decisamente superiore non solo al valore medio Ue (13,4%), ma anche agli altri più grandi Paesi europei.
