Centinaia di persone sono scese in piazza a Torino davanti alla prefettura per il presidio "Call for solidarity: confini aperti da Torino a Catania" promosso dal laboratorio culturale autogestito Manituana e dal centro sociale Gabrio.
"Siamo qui – spiegano i manifestanti – per contestare l’orrore della Diciotti e per chiedere una rottura definitiva con queste politiche sull’immigrazione. Vogliamo i confini aperti e libertà di movimento per tutti e tutte".
Qualcuno dei presenti ha in testa barchette di carta che ripropongono alcuni titoli di quotidiani ("Strage al largo della Libia", "Così l’Italia ha lasciato annegare cento bambini"), altri indossano cartelli con frasi di solidarietà.
"Nessuna pace per Salvini", si legge invece su alcuni manifesti attaccati ai pilastri della piazza.
Al presidio partecipano alcuni esponenti della onlus Rainbow4africa, di Emergency, delle Acli, dei sindacati di base e di alcuni partiti della sinistra italiana.
Era presente anche l’assessore regionale Giovanna Pentenero.
In piazza è stata anche allestita una raccolta di firme a sostegno di una petizione per "decriminalizzare il reato di solidarietà".
