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Trapani – Si è chiusa un’estate in nero, dilagano i lavoratori irregolari

Vincenza Grimaudo

Trapani – Si è chiusa un’estate in nero, dilagano i lavoratori irregolari

sabato 03 Ottobre 2009 - 00:00

Particolarmente a rischio le categorie operanti nel settore del commercio al dettaglio di alimentari. I numeri degli interventi fatti negli ultimi mesi dalla Guardia di finanza

TRAPANI – Il lavoro nero continua dilagare in tutta la provincia. Ai finanzieri del comando provinciale è bastato puntare dritto su quelle attività più a rischio per far venire fuori una condizione del mercato del lavoro locale davvero allarmante.
Il bilancio dell’estate appena trascorsa, per le fiamme gialle, è davvero eloquente: in totale sono state riscontrate 84 assunzioni irregolari, suddivise tra lavoratori completamente in nero (56 unità), in completa evasione della normativa vigente in materia di contributi previdenziali ed assistenziali, e lavoratori irregolari (28) non risultanti dalle scritture contabili.
Irregolarità tutte riscontrate nei settori nevralgici delle attività prettamente estive – pizzerie, ristoranti e attività ricettive in genere. La maxi operazione è scattata nell’ambito di un articolato piano di intensificazione del controllo economico del territorio, coordinato dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Trapani, e le varie sanzioni sono state riscontrate nell’arco di appena due mesi di attività.
“L’attività info-investigativa posta in essere dalle fiamme gialle – dice il comandante provinciale dei finanzieri, Maurizio Pagnozzi – ha evidenziato, in particolare, come le categorie economiche ritenute particolarmente a rischio di utilizzo di manodopera irregolare nella provincia di Trapani, risultino essere quelle operanti nel settore del commercio al dettaglio di prodotti alimentari, autocarrozzerie e mobilifici, nonché quello alberghiero”.
Proprio in quest’ultimo settore si è concentrato l’intervento più incisivo svolto dai militari della Tenenza di Mazara del Vallo. All’interno di un noto e lussuoso albergo, infatti, sono stati identificati ben sedici soggetti intenti a svolgere diverse mansioni, da cuochi a camerieri, nessuno dei quali è risultato essere regolarmente assunto.
Ingente il danno erariale e al lavoratore che è stato posto in essere: “Occorre evidenziare – aggiunge Pagnozzi – che il pagamento in nero di stipendi presuppone, anche il conseguimento di ricavi non contabilizzati, dal punto di vista previdenziale–assistenziale, in quanto l’evasione dei contributi non ha consentito agli Enti preposti il conseguimento degli introiti di competenza”.
In questi casi, come è noto, il dipendente non matura i normali diritti pensionistici e non riceve le opportune tutele in caso di infortunio o malattia.


Fiamme Gialle. Il comandante Pagnozzi: “Effetti devastanti”
TRAPANI – Il comandante provinciale della Guardia di finanza di Trapani, Maurizio Pagnozzi, si dice assolutamente preoccupato per via di questo sistema di illegalità diffuso nel territorio: “Devastanti – dice – sono gli effetti che derivano dal mancato rispetto delle regole nel mondo del lavoro, soprattutto per i lavoratori che non hanno certezze sulla stabilità del rapporto d’impiego, sulla tutela dei propri diritti alla salute, sulla possibilità di godere, negli anni della maturità, di una vita economicamente agiata e per il Paese”.
“Perché lavoro nero – aggiunge il comandante – vuol dire mancata crescita dell’economia legale e parallela proliferazione di forme criminali pericolose, come il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lo sfruttamento dei lavoratori, che incidono sul livello generale di sicurezza dei cittadini”.
Il presente non fa presagire nulla di buono per il prossimo futuro.

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