Poco dialogo con gli assessorati l’accusa degli addetti ai lavori
Le interlocuzioni ad oggi sono state sporadiche. “Dopo la giornata di sciopero e l’incontro alla Presidenza della Regione del 6 novembre scorso – si legge nella nota unitaria dei sindacati, nonostante le buone intenzioni manifestate dall’assessore Mariella Lo Bello, gli ulteriori incontri in assessorato Istruzione e Formazione ed al dipartimento regionale del Lavoro, durante i quali sono stati previsti successivi momenti di verifica su specifiche tematiche, le interlocuzioni avviate con il Governo e con i due rami dell’amministrazione regionale non hanno visto risposte concrete e misurabili ai problemi posti nella piattaforma unitaria alla base delle rivendicazioni ed alla straordinarietà della crisi del settore”.
Dito puntato anche contro l’assessorato al Lavoro: “Nonostante la gravità della situazione sotto il profilo dell’occupazione – aggiungono i sindacati – vi è un blocco dell’erogazione delle politiche attive del lavoro ai cittadini siciliani e lo stallo del programma Garanzia Giovani”.

Stop del neoassessore Mariella Lo Bello: “Serve ancora del tempo per approfondire meglio”. Ci sarebbero 20 mln per gli stipendi ma ancora nessuna erogazione dalla Regione
PALERMO – Torna caldo il clima sul fronte della Formazione professionale. I continui “stop & go” stanno contribuendo a far salire sempre più la tensione. Ora l’ultima novità è lo stop alla tanto annunciata riforma del settore e persino ai contratti di solidarietà.
Nel primo caso è stato il neoassessore regionale alla Formazione, Mariella Lo Bello, a rallentare. In commissione Lavoro all’Ars ha sostenuto che vuole del tempo per approfondire il testo di riforma del suo predecessore, Nelli Scilabra, contenuto nel disegno di legge che sarebbe dovuto a breve approdare in aula. Nel contempo è stata confermata l’imminente pubblicazione della black list degli enti di formazione non in regola.
Altro colpo di scena è il congelamento dei contratti di solidarietà: già mille e 50 lavoratori avevano detto “sì” per scongiurare licenziamenti, accollandosi quindi le decurtazioni in busta paga. Il problema posto dalla Regione è di natura tecnica: essendoci molti stipendi arretrati non pagati le buste paga non sono state firmate e quindi è emersa una situazione di irregolarità formale che blocca l’iter. E tutto ciò si è consumato mentre i lavoratori e le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil in questi giorni si sono riuniti davanti all’assessorato regionale per la Famiglia di via Trinacria, a Palermo, per manifestare, ancora una volta, “contro il disastro e il massacro sociale causati dal governo”. “È passato quasi un mese dall’insediamento del Crocetta ter – dicono i lavoratori – e la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata”.
A riscaldare gli animi di lavoratori e sindacati è soprattutto lo stallo delle pratiche per l’erogazione del sostegno al reddito e del programma Garanzia Giovani. “Le promesse fatte dal nuovo assessore Mariella Lo Bello lasciano il tempo che trovano – dice Giovanni Migliore, segretario regionale Cisl Scuola – mentre il presidente della Regione continua a dire che il personale non verrà toccato si continuano a revocare gli enti e, dati alla mano, risultano più di 5 mila persone sospese o licenziate”.
Il ministero del Lavoro, lo scorso 7 novembre, aveva dato il via libera al pagamento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori della Formazione, attraverso un’istanza firmata dalla dirigente Corsello. Ma i sindacati accusano la dirigente generale di essere stata “deficitaria nella prima parte dell’anno – continua Migliore – non avviando i tavoli della Cig insieme alle altre imprese. Per questo motivo siamo finiti nella procedura di modifica delle direttive – conclude – e i lavoratori continuano a non percepire la cassa nonostante ci siano 20 milioni disponibili”.
