La Terza via è quella che serve - QdS

La Terza via è quella che serve

Carlo Alberto Tregua

La Terza via è quella che serve

giovedì 15 Gennaio 2015 - 00:00

Non ci sono più Destra e Sinistra

Non ci sono più Destra e Sinistra. In politica ci sono persone perbene e disonesti. La rivoluzione francese del 1789 non fu fatta dal popolo, ma da una borghesia che finalmente si ribellò ai privilegi dell’aristocrazia, cui sottrasse il potere quasi assoluto che affamava le popolazioni.
Da allora è cominciata la democrazia, con fasi alterne che vedono oggi nel Paese transalpino istituzioni che funzionano, sorrette da una buona burocrazia in cui albergano ancora i valori portati dall’Ena (Ecole nationale d’administration).
Non è nuova la abolizione di destra e sinistra. Già 16 anni fa, era il 20 e 21 novembre del 1999, i fondatori della Terza via fecero una conferenza a Firenze cui presero parte i due principali protagonisti: Bill Clinton e Tony Blair, oltre a studiosi di varie nazionalità.
Il concetto di Terza via è stato portato in evidenza dal sociologo inglese Anthony Giddens, ma Clinton e Blair sono stati i maggiori sostenitori di questa alternativa politica, tra il liberalismo capitalista e lo statalismo marxista.

La Terza via poggia su un riformismo che tenta di raggiungere obiettivi di giustizia sociale e, soprattutto, di offrire pari opportunità a tutti i cittadini, nonché organizzare un welfare moderno in cui vi sia assistenza ed equità. Però lo Stato dev’essere leggero, la spesa strettamente legata ai servizi da produrre; uno Stato leggero, amico dell’impresa e del mercato, capace di valorizzare il talento e l’iniziativa privata.
Oltre ai capi di Governo, parteciparono alla Conference on progressive governance, anche il cancelliere tedesco, Gerhard Schröder, il primo ministro francese, Lionel Jospin, il presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, e il presidente brasiliano, Fernando Enrique Cardoso.
Diceva Tony Blair che dobbiamo essere sicuri che lo Stato, se spende, spenda in modo saggio; che i servizi siano erogati a vantaggio di chi dipende da essi; che il settore privato sia competitivo e il movimento sindacale sia scevro da ideologie e protezionismo che confonde i bravi e gli incapaci.
Le persone – sosteneva ancora Blair – devono trovare equilibrio nelle politiche pubbliche.

Altri concetti espressi dal leader laburista: il settore privato prospero e il settore pubblico efficiente, capace di fornire servizi di qualità ai cittadini, devono stare in equilibrio. Vanno emarginate le soluzioni ideologiche, che possono ricevere applausi dai militanti del partito, ma sono del tutto incompatibili con il mondo reale.
La vecchia sinistra fa resistenza alle necessarie riforme strutturali, da cui ne scaturisce la stagnazione, mentre occorrono politiche per la crescita e l’occupazione.
In otto anni con la presidenza di Bill Clinton, il Pil crebbe del 35%, il reddito mediano per famiglia del 14%, furono creati 22,9 milioni di posti di lavoro, il budget federale fu portato da un enorme deficit a surplus e il bilancio degli Stati Uniti azzerò il debito nel 2009.
I risultati parlano della politica attuata da Bill Clinton, che ha consentito un tasso medio di crescita del Pil reale del 4,9% fra il 2000 e il 2008 e del 5% nel 2009.

Il cancelliere Gerhard Schröder fece la più importante riforma del lavoro dell’Europa continentale degli anni Duemila. Che gli costò la riconferma politica, ma che creò la basi per il benessere diffuso in Germania nel decennio successivo e quasi fino ai giorni d’oggi.
Matteo Renzi, fautore della Terza via, sta cercando di farla imboccare al nostro Paese. Il suo Governo ha fatto approvare diverse riforme che produrranno i loro effetti in questo e negli anni successivi. In questo mese di gennaio, si vedrà se riuscirà a far approvare le riforme fondamentali (Italicum e Senato) e l’elezione di un Presidente della Repubblica integerrimo, equilibrato e di buon senso.
Siamo a una svolta: o Renzi fa cambiare il funzionamento di istituzioni e burocrazia, oppure l’unica alternativa è ridare la voce al popolo perché si esprima sulla necessità di emarginare Destra o Sinistra, corporazioni, privilegiati e altri parassiti, che in questi decenni hanno succhiato il sangue alla grande maggioranza dei cittadini, oberati di tasse, pagate con enormi sacrifici.
Ora, urge il buonsenso affinché la Terza via italiana divenga una realtà.

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