Casa Tunisia: costruita con 250 mila euro, è quasi sempre chiusa - QdS

Casa Tunisia: costruita con 250 mila euro, è quasi sempre chiusa

Alessandro Accardo Palumbo

Casa Tunisia: costruita con 250 mila euro, è quasi sempre chiusa

venerdì 06 Marzo 2015 - 12:00
Casa Tunisia: costruita con 250 mila euro, è quasi sempre chiusa

Realizzata dall’amministrazione comunale con il contributo dell’assessorato regionale alla Famiglia

MAZARA DEL VALLO (TP) – È costata alle tasche dei contribuenti siciliani e mazaresi quasi 250 mila euro, ma è quasi sempre chiusa. Era il 6 dicembre del 2013 quando, in pompa magna, si inaugurò Casa Tunisia, bello e spazioso immobile dislocato su due piani e in pieno centro storico cittadino.
LA RAPPRESENTANZA TUNISINA A SPESE DEI MAZARESI – Il centro culturale tunisino è stato realizzato dall’amministrazione comunale nella via Bagno, con un investimento di 220 mila euro, 200 mila dei quali ottenuti nell’ambito di un contributo dell’assessorato regionale alla Famiglia. Ma le spese sostenute non finiscono qui. Altri 5 mila 126 euro (Determinazione del direttore generale N. 328 del 20/09/2012) sono stati elargiti per una “integrazione dell’assunzione di spesa per ospitalità dei membri della delegazione tunisina per il restauro di Casa Tunisia”. In pratica, l’aggiunta – agli 8 mila euro già impegnati (Ddg n. 144 del 16/4/2012), per offrire ospitalità ai membri della delegazione tunisina, per il restauro di Casa Tunisia – fu determinata, come si legge nell’atto amministrativo, “per autorizzare l’ulteriore fornitura di beni e servizi di rappresentanza (tra cui l’acquisto di pannelli in ceramica e mattonelle, decorate a mano, da artisti tunisini, da collocare nel predetto immobile) connessi all’ospitalità di cui già scritto sopra.
Per capire cosa c’entri l’ospitalità di una delegazione tunisina, con il “restauro” di un centro culturale appena ristrutturato con fondi pubblici, il QdS ha chiesto lumi all’allora, e oggi ex, presidente dell’associazione italo-tunisina “Amici senza frontiere”, Mohamed Alì Soualmia: “Tra luglio e settembre del 2013 – ha raccontato – sono giunti in città tre architetti, provenienti dalla città di Mahdia, che sono stati ospitati dall’amministrazione cittadina per il periodo in cui hanno decorato le stanze della Casa Tunisia”.
Probabilmente alla parola “restauro” – inserita, non si sa come, nella determina (firmata dal responsabile dell’istruttoria Nicola Ingargiola e da Anna Asaro) – bisognerebbe sostituire il termine “decorazione”: tanto più che non si capisce cosa ci sia da restaurare in una struttura appena inaugurata e per la quale sono stati spesi centinaia di migliaia di euro.
L’inaugurazione di Casa Tunisia fu preceduta, in Comune, dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa per la gestione della sede. Firmatari dell’intesa furono il sindaco Cristaldi e il già citato Mohammed Alì Soualmia, presidente dell’associazione culturale italo-tunisina “Amici senza frontiere”, nonché direttore della scuola tunisina nella stessa cittadina. Dopo alcuni mesi, lo stesso, fu eletto – nel giugno 2014 – consigliere comunale aggiunto, in rappresentanza delle diverse comunità di immigrati presenti in città.
CONSIGLIERE AGGIUNTO: CONFLITTO D’INTERESSI? – Da segnalare, comunque, che con la sua associazione Soualmia, nel 2014, ha percepito contributi dalla Giunta Cristaldi. “Dopo la mia elezione a consigliere comunale aggiunto – ha precisato – non sono più presidente dell’associazione ‘Amici senza frontiere’, ma riceviamo il contributo. Circa mille euro ogni due mesi, più o meno”. L’associazione, adesso, è presieduta dalla moglie di Soualmia, Arem, ma occorre anche in questo caso precisare, come confermato dallo stesso ex presidente del sodalizio, che da quando la struttura è stata inaugurata non è stata presentata nessuna relazione sulle attività svolte all’amministrazione comunale.
LA LISTA DELLA SPESA – Riepiloghiamo quindi quanto è costata questa sorta di ufficio di rappresentanza del Governo tunisino: 220 mila euro tra finanziamento regionale e comunale; 13 mila 126 euro e spicci per decorazioni degli interni e ospitalità dei decoratori provenienti da Mahdia; 2 mila 306 euro per l’acquisto di mobili e arredi (determina direttore generale n.344-13); 2 mila euro per l’ospitalità della delegazione tunisina, in occasione della sottoscrizione del Protocollo d’intesa interistituzionale tra il Governo della Repubblica Tunisina e la Città di Mazara, del 06/12/2013 (Ddg n.343-13); 10 mila euro, nel 2014, per la convenzione tra Comune e associazione italo-tunisina “Amici senza frontiere”. Il totale, a carico della collettività siciliana e mazarese, è di poco inferiore ai 250 mila euro (247.432 €) .
Il QdS ha poi chiesto se Casa Tunisia riceva, in qualche modo, un sostegno di tipo economico dal Paese africano per le sue attività? “Ancora no – ha risposto Mohamed Soualmia – dobbiamo fare una richiesta di sostegno al ministero degli Affari esteri tunisino, anche per poter così garantire un’apertura giornaliera della struttura”.

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