Festa della Repubblica: storia e significato della celebrazione del 2 giugno

Festa della Repubblica: storia e significato della celebrazione del 2 giugno

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Festa della Repubblica: storia e significato della celebrazione del 2 giugno

Maria Enza Giannetto  |
giovedì 02 Giugno 2022 - 08:00

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana nell'anniversario del referendum che abolì la monarchia. Storia e il significato della festa nazionale e i maggiori appuntamenti siciliani

La Repubblica italiana compie 76 anni. La Festa della Repubblica che si festeggia il 2 giugno, infatti, coincide con l’anniversario del giorno in cui la maggioranza degli elettori italiani scelsero di abbandonare la Monarchia dei Savoia per abbracciare una nuova forma di governo, la Repubblica parlamentare, appunto. Ma perché la Festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno? Qual è il vero significato della Celebrazione e come si svolge? Il Cerimoniale è molto autorevole e si svolge a Roma, sempre nelle stesse modalità dal 1947.

Perché la Festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno

La Festa della Repubblica, ovvero la giornata celebrativa nazionale istituita per ricordare la nascita della Repubblica Italiana coincide con la data – in realtà si trattava dei giorni del 2 e 3 giugno 1946 – in cui si svolse il Referendum istituzionale con cui gli italiani andarono a votare per scegliere se mantenere la Monarchia o dare al paese una nuova forma di governo, ovvero la Repubblica. La Festa della Repubblica è oggi uno dei simboli patri italiani (insieme con la bandiera d’Italia, l’emblema della Repubblica Italiana, l’Inno di Mameli nonché lo stendardo presidenziale italiano e l’Altare della Patria). Il cerimoniale della manifestazione organizzata a Roma comprende la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica Italiana e una parata militare lungo via dei Fori Imperiali.

Festa del 2 giugno: origine e significato

La festa del 2 giugno non segna solo la nascita di una nuova forma di governo e l’abolizione della Monarchia, ma si identifica con un profondo sentimento patriottico e di liberazione dal ventennio fascista e dall’incubo della Seconda Guerra Mondiale. Il 2 e 3 giugno del 1946, infatti, quasi 25 milioni di cittadini italiani andarono a votare (per la prima volta votarono anche le donne) per scegliere la Repubblica con 12.717.923 voti contro 10.719.284 (una percentuale del 54,3%, anche se l’Italia risultava divisa in due con un Nord fortemente repubblicano e un Sud monarchico).

Il 10 giugno del 1946, furono resi noti i risultati del referendum, ma la proclamazione della Repubblica fu rimandata al 18 giugno per analizzare le varie proteste, relative soprattutto alla minima differenza di voti tra le due scelte. Il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione confermò la vittoria della Repubblica che divenne la forma di governo dello Stato italiano.

La nascita della Festa della Repubblica

Dal 1947, quindi, il 2 giugno è Festa nazionale (la settantacinquesima, oggi), mentre è dal 2 giugno 1948 che questa ricorrenza viene celebrata con la grande parata militare in via dei Fori Imperiali a Roma come accade ancora oggi.

Non tutti sanno che la festa della Repubblica non è sempre stata il 2 giugno. Nel 1977, con la legge numero 54 del 5 marzo, a causa di una situazione economica difficile, la Festa della Repubblica fu spostata alla prima domenica di giugno di ogni anno. Solo nel 2001, la legge numero 336 del 20 novembre 2000, reintrodusse la data del 2 giugno.

Come si svolge la Festa della Repubblica a Roma

Le celebrazioni per la Festa della Repubblica – come si legge sul sito del Quirinale – coinvolgono le Forze Armate, le Forze di Polizia della Repubblica, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Corpo Nazionale della Croce Rossa Italiana e le delegazioni militari di ONU, NATO ed Unione Europea. Il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto all’Altare della Patria e poi la parata militare, alla quale partecipano le cariche più alte dello Stato. Nel pomeriggio, poi, vengono aperti al pubblico i giardini del palazzo del Quirinale, dove si svolge l’esibizione delle bande dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.

La festa nazionale a Roma del 2 giugno 2022

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che quest’anno presiede la sua ottava festa da Presidente per via del secondo mandato detto Mattarella bis– stamattina alle ore 9.15, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali, renderà omaggio all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro con nastro tricolore. Contestualmente ci sarà il sorvolo delle Frecce Tricolori sui cieli di Roma. Successivamente riceverà, in Via di San Gregorio, la presentazione dei reparti schierati per la rivista e assisterà alla tradizionale Parata Militare dalla tribuna presidenziale di via dei Fori Imperiali. Quest’anno non ci sarà – per ragioni legate alle misure precauzionali anti Covid 19 – il tradizionale ricevimento serale nei Giardini del Quirinale.

Il discorso del Presidente Sergio Mattarella dedicato alla guerra: “l’Italia impegnata nella ricerca di vie di uscita dal conflitto”

Domani, 2 giugno, celebreremo la Festa della nostra Repubblica, nata, per volontà del popolo italiano, settantasei anni or sono”, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del tradizionale concerto di ieri sera che, come sempre, apre le celebrazioni della Festa della Repubblica e offerto al Quirinale ai Capi missione accreditati in Italia.
Rivolgo un saluto a quanti seguiranno questo momento di incontro attraverso la radio, la tv, la rete del web.
È per me un piacere – unitamente ai rappresentanti delle istituzioni qui convenuti – esprimere, in questa occasione, alla comunità degli ambasciatori accreditati a Roma i sentimenti di amicizia che da sempre caratterizzano i rapporti internazionali della Repubblica Italiana. Li ringrazio per l’attenzione e per la cooperazione che manifestano e invito a trasmettere questi sentimenti ai rispettivi governi.

Ho adoperato – non a caso e con un senso di auspicio – il termine ‘comunità’ per definire l’insieme dei diplomatici presenti in Italia.
Con la Costituzione l’Italia ha imboccato con determinazione la strada del multilateralismo, scegliendo di non avere Paesi nemici e lavorando intensamente per il consolidamento di una collettività internazionale consapevole dell’interdipendenza dei destini dei popoli, nel rispetto reciproco, per garantire universalmente pace, sviluppo, promozione dei diritti umani.
Ci ha spinto e ci spinge il solenne impegno al ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Oggi, l’amara lezione dei conflitti del XX secolo sembra dimenticata: l’aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa pone in discussione i fondamenti stessi della nostra società internazionale, a partire dalla coesistenza pacifica.

Trovarsi, nel continente europeo, nuovamente immersi in una guerra di stampo ottocentesco, che sta generando morte e distruzioni, richiama immediatamente alla responsabilità; e la Repubblica italiana è convintamente impegnata nella ricerca di vie di uscita dal conflitto che portino al ritiro delle truppe occupanti e alla ricostruzione dell’Ucraina.

Non è un conflitto con effetti soltanto nel territorio che ne è teatro. Le conseguenze della guerra riguardano tutti. A cerchi concentrici le sofferenze si vanno allargando, colpendo altri popoli e nazioni.

Accanto alle vittime e alle devastazioni provocate sul terreno dello scontro, la rottura determinata nelle relazioni internazionali si riverbera sempre più sulla sicurezza alimentare per molti Paesi; sull’ambito della gestione delle normali relazioni, incluse quelle economiche e commerciali. Reca grave danno al perseguimento degli obiettivi legati all’emergenza climatica.

Un conflitto come quello in corso ha, inevitabilmente, effetti globali; intercetta e fa retrocedere il progresso della condizione dell’umanità. Ci interpella tutti.

La comunità internazionale vede pesantemente messi in discussione risultati faticosamente raggiunti negli ultimi decenni. Sembra l’avverarsi di scenari che vedono l’umanità protagonista della propria rovina. Con lucidità e con coraggio occorre porre fine all’insensatezza della guerra e promuovere le ragioni della pace. L’incancrenirsi delle contrapposizioni conduce soltanto ad accrescere i serbatoi dell’odio, a negare le ragioni della libertà, della democrazia, della giustizia internazionale dei popoli, valori incompatibili con chi promuove conflitti. Esistono per il genere umano, con la più grande evidenza, beni condivisi e gravi pericoli comuni che obbligano a superare ogni egoismo, ogni volontà di sopraffazione. Occorre ripristinare una rinnovata legalità internazionale.
Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica.

Le celebrazioni nei capoluoghi di provincia siciliani

Catania

In occasione del 76° Anniversario della Proclamazione della Repubblica la prefettura di Catania ha promosso una serie di iniziative celebrative con ampio coinvolgimento dei giovani.

Oggi alle ore 9,15, il Prefetto, insieme con il Sindaco f.f. e il Direttore marittimo della Sicilia Orientale deporrà una corona presso il Sacrario Militare della Chiesa di San Nicola l’Arena.
Alle ore 10,00 si svolgerà alla Villa Bellini, presso il Piazzale della Musica, una cerimonia alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose della provincia nonché dei rappresentanti delle Associazioni combattentistiche.
Ai ragazzi delle scuole di Catania, che prenderanno parte alla manifestazione, è affidata la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e lo svolgimento di riflessioni sulla ricorrenza. Parteciperà inoltre, una delegazione dei ragazzi Sindaci. Nel corso della cerimonia l’accompagnamento musicale è affidato all’Orchestra Sinfonica Giovanile del Liceo Turrisi Colonna diretta dal Maestro Fabio Raciti.
Da ieri sera il Palazzo del Governo, ulteriormente imbandierato, è illuminato con il tricolore, unitamente al Teatro Bellini.

Palermo

A Palermo, le celebrazioni per il 76° Anniversario della Proclamazione della Repubblica seguiranno il seguente programma:
ore 9,30, in Piazza Vittorio Veneto, il Prefetto Giuseppe FORLANI, deporrà una corona commemorativa al Monumento ai Caduti;
ore 10.30, Piazza Ruggero Settimo Teatro Politeama Garibaldi, alla presenza delle Autorità Civili e Militari, si svolgerà la cerimonia di consegna delle distinzioni onorifiche dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e delle Medaglie d’Onore alla memoria di cittadini italiani, militari e civili deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre del 1943.
Nel corso della manifestazione si procederà alla premiazione delle scuole vincitrici del concorso denominato “Libertà di Stampa e Cultura della Legalità”, riservato alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, organizzato dalla Prefettura, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, l’Associazione Siciliana della Stampa, l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Associazione Libera.

Agrigento

In provincia di Agrigento, la Prefettura ha in programma una serie di iniziative.
Nella mattinata di oggi, alle 08:30 avverrà la deposizione della corona di alloro al Monumento del Milite Ignoto presso la “Villa Bonfiglio” al Viale della Vittoria, a cura del Prefetto.
Successivamente, alle 09:30, presso la Piazza Vittorio Emanuele, luogo centrale della città in cui insistono gli Uffici della Prefettura, della Questura, del Comando provinciale dei Carabinieri, della ex Provincia Regionale e delle Poste Italiane, si svolgerà la cerimonia militare organizzata dalla Prefettura di Agrigento con la collaborazione del Comando provinciale dei Carabinieri e del Comune di Agrigento.

Si procederà alla cerimonia dell’Alzabandiera e all’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte degli studenti del Liceo Classico a indirizzo musicale “Empedocle” di Agrigento e a seguire la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e l’intervento del Prefetto.
La celebrazione sarà arricchita da alcune riflessioni a cura degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Quasimodo” di Agrigento, della Consulta Studentesca, del CIPIA, dell’Istituto Comprensivo “Agrigento Centro” e si procederà alla consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Al termine della cerimonia, presso il Palazzo del Governo, sarà inaugurata la mostra di cimeli storico-militari “Dallo sbarco in Sicilia alla Repubblica” a cura dell’Associazione Husky 1943, del Museo della Memoria-Sicilia 1943 e dell’Associazione Bersaglieri, con la collaborazione del Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e della Croce Rossa Italiana.

La mostra che rimarrà aperta fino a domenica 5 giugno dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 20:00, sarà anche l’occasione per visitare i locali del Palazzo del Governo.

Enna

La Prefettura di Enna ha calendarizzato una fitta serie di eventi ispirati dal comune sentimento della ripartenza. Il titolo della settimana di appuntamenti, che qualifica straordinaria la ritrovata normalità , racchiude il significato di una lenta e laboriosa attività di sintesi svolta in accordo con le istituzioni locali, mondo della Scuola e Università, per vivere un percorso in compagnia di esperti e studiosi.
Nella giornata del 2 giugno dopo la deposizione della Corona presso il Monumento dei Caduti si procederà all’inaugurazione degli spazi espositivi di Palazzo Chiaramonte di Enna, con cui sarà ufficialmente avviata un’intesa per la musealizzazione dei beni FEC temporaneamente ospitati presso la Prefettura, anche con l’intento di inserire la relativa visita in un percorso di promozione turistica. A chiudere il programma, sarà il concerto del Coro e l’Orchestra del Liceo Napoleone Colajanni di Enna, alle 19:00 presso il cortile del Palazzo del Governo.

Siracusa

In provincia di Siracusa, c’è un fitto calendario di manifestazioni celebrative.
Le celebrazioni avranno inizio alle 9.30 a Palazzolo Acreide, in Piazza del Popolo, con la cerimonia dell’alzabandiera, in simbolica concomitanza con l’esibizione, in tutti gli altri venti comuni della provincia, delle bande musicali, a sottolineare la forte coesione istituzionale che caratterizza il territorio e, soprattutto, il valore unificante della Festa nazionale.

Faranno, quindi, seguito la deposizione di una corona in omaggio ai Caduti, la lettura del tradizionale messaggio del Presidente della Repubblica, affidati agli studenti delle scuole aretusee, e la consegna delle medaglie d’onore in memoria di Paolo Leone e Vincenzo Mallemi, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nel corso dell’ultimo conflitto mondiale.

Successivamente, a partire dalle ore 11.00, i festeggiamenti per il 2 giugno proseguiranno a Ferla, dove sarà riproposta la lettura del messaggio del Capo dello Stato, affidata ancora agli studenti, e nel corso della quale saranno consegnate l’onorificenza di “Ufficiale” al “merito della Repubblica Italiana” al Comandante Marittimo Sicilia della Marina Militare, Contrammiraglio Andrea Cottini, e quella di “Cavaliere” al giornalista Salvatore di Salvo, e si svolgerà la cerimonia dell’ammainabandiera.

In entrambi i centri degli Iblei, saranno assoluti protagonisti gli alunni delle scuole aretusee che, oltre ad aver elaborato l’allegato logo della Festività nazionale, interpreteranno i valori della Repubblica attraverso l’esecuzione, anche in forma rivisitata, dell’inno nazionale e la presentazione di installazioni artistiche, elaborati grafici e prodotti gastronomici. A Ferla, inoltre, è prevista l’esibizione della banda pop/rock ennese degli Isteresi.
La tutela della biodiversità e il rispetto della natura saranno, invece, il tema della mostra che sarà inaugurata, proprio in occasione del 2 giugno, presso l’ex stazione di Cassaro, ove sarà possibile ammirare i lavori degli studenti della provincia, nell’ambito del progetto “Salviamo i Boschi”, curato dal Corpo Forestale della Regione Siciliana.
Particolarmente significativo sarà il contributo che daranno alla Festa nazionale del 2 giugno anche i detenuti della Casa Circondariale di Siracusa.
Nei laboratori dell’istituto di Cavadonna – pensati per creare percorsi di lavoro finalizzati al recupero di competenze professionali in favore dei detenuti – sono stati realizzati sia la bandiera per la cerimonia sia i dolci.
Nel corso della manifestazione, infine, sarà formalizzato l’avvio di un percorso collaborativo pubblico/privato, fra questa Prefettura, i Comuni della provincia, le Forze di polizia e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei settori commercio e artigianato.
L’importante documento, denominato ” Legalità vs illegalità: il discrimine nella responsabilità sociale “, è finalizzato alla promozione di iniziative volte a prevenire quelle situazioni, pregiudizievoli per la sicurezza urbana e la quiete pubblica, che rischiano di danneggiare fortemente il territorio e le attività imprenditoriali che in esso operano.
Per consentire la più ampia partecipazione della cittadinanza alle celebrazioni del 2 giugno, anche da remoto, Assostampa Siracusa assicurerà la diretta della manifestazione attraverso i propri canali Youtube e Facebook.

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