La Legge di bilancio 2026 uscita da qualche giorno sulla Gazzetta ufficiale si può dire elaborata dal buon padre di famiglia, perché è prudente e ha tenuto i conti in ordine. Per cui, il nuovo indebitamento non è fuori dal parametro europeo del 3% – perché solo di 22,6 miliardi – con pochi interessi addizionali.
Quest’anno l’ufficio preposto a gestire il debito pubblico dovrà emettere nuovi Titoli di Stato per circa 350 miliardi, in modo da poter rimborsare quelli che vengono a scadere. Però, considerando che la Bce ha fissato al 2% il tasso ufficiale per compensare l’inflazione, che è stabile al 2%, si ritiene che anche quest’anno il complessivo importo di interessi sul debito pubblico, che ricordiamo è di 3.131 miliardi, oscillerà intorno a 85 miliardi.
Crescita del Pil e divario Nord-Sud
La prudenza della Legge di bilancio, però, ha due difetti: il primo riguarda la generazione di nuova ricchezza, cioé l’incremento del Pil, che è prevista intorno allo 0,5%, cioé di fatto stabile ma non incrementativa; il secondo è che non viene prevista nessuna azione economica, sociale e infrastrutturale, che consenta di diminuire gradualmente il gap fra le otto regioni del Nord e le otto del Sud. Cosicché, le seconde continuano a essere la palla al piede del nostro Paese.
Ignoranza, conoscenza e responsabilità civile
Oltre alla situazione economica, desideriamo prospettarvene un’altra che è silenziosa, non si avverte e proprio per questo è più insidiosa. Parliamo della diffusione dell’ignoranza fra tutti i cittadini.
Dire ignoranti non è un insulto, ma indica la mancanza di conoscenza. Resta fermo che nessuna persona potrà mai aspirare a non essere ignorante di qualche cosa, perché lo scibile umano è immenso. Tuttavia, ognuno ha il dovere di saperne di più e per far questo deve leggere, studiare e apprendere continuamente, senza stancarsi mai.
È noto che chi più sa più vale ed è altrettanto noto che chi sa non si fa gabellare dagli altri, che spesso puntano sull’ignoranza per gestire i propri affari e soddisfare i propri egoismi.
Informazione, cultura e democrazia
In questo ambito poco evidenziato dai mezzi di comunicazione – quotidiani, televisioni, radio, media sociali e altri – abbiamo inteso lanciare la campagna nazionale Cultura è libertà-L’informazione al servizio dei cittadini.
Ci auguriamo che altri quotidiani e mezzi di comunicazione vogliano comprendere l’importanza di servire cittadine e cittadini con l’informazione. Che sia netta, pulita, obiettiva, imparziale, per trasmettere questioni vere e non falsate da chi ne abbia interessi per propri fini.
Voto, partecipazione e Minocrazia
Vi è quindi l’interesse generale, secondo cui cittadine e cittadini devono essere sempre più consapevoli dei propri doveri prima che dei propri diritti e fra questi vi è quello di andare a votare secondo l’articolo 48 della Costituzione. Proprio il momento del voto è essenziale, per realizzare il principio democratico che le istituzioni debbano essere governate dalla maggioranza dei cittadini, mentre in questi ultimi anni si è verificato l’opposto: a governare è la minoranza dei cittadini, anche se numericamente risulta maggioranza per conseguenza di chi non è andato a votare. Per cui parliamo di Minocrazia, la dittatura della minoranza.
Verso il 2027: elezioni e scenari futuri
Dunque, un anno che conclude la legislatura perché, com’è noto, nel 2027 vi saranno le elezioni politiche. Per la verità la scadenza sarebbe in ottobre, ma sembra attendibile l’intenzione del Governo di anticiparle alla primavera. Sarà quindi un anno di forti contrasti, incertezze e comunque di attività ridotte perché maggioranza e Governo nuovi diventerebbero operativi soltanto nel secondo semestre del 2027.
Per cui è ancora più importante fare tutto ciò che serve per far crescere il Pil e ridurre il gap fra Nord e Sud. Non sappiamo se così si verificherà, ma certamente la consapevolezza dei cittadini potrebbe dare una spinta alla istituzioni e indurre i responsabili a comportarsi in modo costruttivo e utile a raggiungere obiettivi ambiziosi.
Unione europea e ruolo globale
Non possiamo trascurare, in questa breve disamina, quello che farà l’Unione europea, una volta conclusa l’insana guerra tra Russia e Ucraina: se cioè vorrà imboccare la strada che porti alla formazione degli Stati Uniti d’Europa, in modo da far diventare questo continente un tuttuno capace di essere protagonista a livello mondiale, dove sono attualmente egemoni Stati Uniti e Cina. Una dipendenza dannosa per gli europei.

