Una maggiore informazione per attivare la prevenzione - QdS

Una maggiore informazione per attivare la prevenzione

Melania Tanteri

Una maggiore informazione per attivare la prevenzione

sabato 14 Novembre 2009 - 00:00

Incontro tra gli operatori del settore per sviluppare la cultura della salute presso le comunità.  Cacciola: “Manca un approccio multidisciplinare tra gli operatori”

CATANIA – Sviluppare la cultura della salute attraverso il confronto tra idee e lo scambio di esperienze tra gli operatori del settore. Questo lo scopo del convegno “Promuovere la cultura della salute nella comunità, nella scuola, nei servizi sanitari”, organizzato dal Cipes “Confederazione Italiana per la Promozione della salute e l’Educazione Sanitaria”, dal “Centro Sperimentale per l’Educazione Sanitaria dell’Università degli Studi Perugia” in collaborazione con l’Aies Sicilia, “Associazione Italiana Educazione Sanitaria”, con il patrocinio dal Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali della Regione, del Comune e della Provincia di Catania di Catania e delle Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere della Regione Sicilia. Al centro del dibattito la prevenzione, soprattutto tra i più giovani e la necessità di maggiore collaborazione tra professionisti, operatori e territorio.
“La conferenza nazionale rappresenta un momento di confronto tra il mondo della ricerca scientifica e gli operatori che realizzano i programmi di prevenzione alla Salute nel nostro Paese”, spiega Salvatore Cacciola, presidente regionale AIES. “Il sapere della medicina preventiva e dell’igiene del territorio, si è positivamente integrato con le scienze umane – continua Cacciola – valorizzando i processi di cambiamento degli stili di vita orientati alla promozione della salute e del benessere, e di coinvolgimento delle comunità locali”. Tra le grandi difficoltà che la promozione della salute incontra, infatti, importante è la mancanza di un approccio multidisciplinare e multiprofessionale: gli operatori non sono abituati a lavorare insieme.
“La promozione della cultura della salute passa attraverso un intervento della conoscenza del sé nelle persone in quanto singoli individui e facenti parti di una comunità – spiega Gianfranco Tarsitani, presidente nazionale del CIPES. I primi luoghi dove si sviluppa sono le scuole, la famiglia e la società. I servizi sanitari sono importanti per dare contenuti specifici sui temi di salute – aggiunge – ma devono trovare una popolazione “colta”.
E lo strumento è il confronto di idee e di esperienze tra gli operatori della disciplina. Nel corso della conferenza è stata, inoltre, ufficializzata la nascita della Rete italiana della cultura della salute che vedrà per la prima volta le due più importanti associazioni di promozione della salute nel nostro Paese: Cipes e Aies, unificate da un patto federativo. Durante il convegno si è svolto anche il simposio in collaborazione con la Sinu, “Società Italiana di Nutrizione Umana”, e il simposio sui temi della vaccinazione e delle malattie infettive, importanti problemi di sanità pubblica troppo spesso sottovalutati a causa della scarsa informazione.
“Ad esempio, troppo poco si parla della mancanza nella nostra Regione di un’offerta vaccinale in forma attiva e gratuita del vaccino per la meningite meningococcica di tipo C – sottolinea Francesco Blangiardi, Presidente della Società Italiana di Igiene (SItI) – che purtroppo continua a fare vittime anche in Sicilia”.

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