Erosione delle coste e dissesto, ai Comuni 155 mln in tre anni - QdS

Erosione delle coste e dissesto, ai Comuni 155 mln in tre anni

Rosario Battiato

Erosione delle coste e dissesto, ai Comuni 155 mln in tre anni

mercoledì 31 Gennaio 2018 - 15:00
Erosione delle coste e dissesto, ai Comuni 155 mln in tre anni

Pubblicato l’Avviso dal dipartimento dell’Ambiente: contributi fino al 100% dei costi ammissibili. Priorità ai progetti che riguardano ospedali, scuole e industrie a rischio rilevante

PALERMO – Ci sono 155 milioni di euro per Regione e Comuni nell’ambito del Po Fesr Sicilia 2014-2020 per “Interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera”. Lo scorso giovedì il dipartimento dell’Ambiente ha pubblicato l’avviso pubblico per la selezione di beneficiari e operazioni con procedura di valutazione delle domande a graduatoria.
La dotazione finanziaria è distribuita in tre esercizi finanziari della Regione: un’imputazione di 38,7 milioni di euro per il 2018, 77,5 milioni per il 2019 e 38,7 per il 2020. Della dotazione complessiva, ci sono 30 milioni vincolati alla mitigazione del rischio di erosione costiere, un fenomeno che coinvolge da vicino l’Isola.
L’azione, si legge sul bando, intende finanziare “operazioni strutturali di mitigazione del rischio geomorfologico, idraulico e di erosione costiera sui siti che presentano un elevato o alto grado di rischio sulla base di quanto previsto nel PA ed in coerenza con le linee adottate per il Piano nazionale contro il dissesto 2015/2020 e con la strategia nazionale sul cambiamento climatico, operazione capaci di determinare una riduzione della superficie soggetta a rischio”.
L’avviso è aperto alla Regione e agli enti locali e ciascun “soggetto beneficiario può presentare una sola domanda di contributo finanziario riferita alla medesima operazione” che non può essere essere portata materialmente a termine o completamente attuata “prima che la domanda di contributo finanziario nell’ambito del programma sia presentata dal beneficiario all’autorità di gestione, a prescindere dal fatto che tutti i relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario”.
Il contributo finanziario in conto capitale viene concesso fino al “100% dei costi totali ammissibili dell’operazione, determinati in applicazione delle pertinenti disposizioni comunitarie, anche in materia di progetti generatori di entrata”.
Le domande per partecipare devono essere inviate, tramite posta elettronica certificata, all’indirizzo dipartimento.ambiente1@certmail.regione.sicilia.it, compilando l’allegato che si trova all’interno dell’avviso e devono essere sottoscritte con firma digitale. Le stesse domande dovranno essere inviate, con tutte le dichiarazioni e le schede, anche via posta all’assessorato del territorio e dell’Ambiente. Il termine di scadenza coinciderà col novantesimo giorno dalla data di pubblicazione sulla Gurs.
Il processo di valutazione delle domande, che comincerà col ricevimento delle domande e si protrarrà fino alla pubblicazione degli esiti della valutazione, sarà “proporzionato al numero delle istanze di contributo finanziario pervenute e non si protrarrà oltre i 240 giorni dalla scadenza dell’Avviso”.
Nella scelta dei progetti ci saranno dei criteri di valutazione che prenderanno in considerazione la classe di popolazione esposta a un rischio diretto, i beni a rischio grave (priorità a edifici strategici come ospedali, scuole, municipi, edifici residenziali, produttivi, industrie a rischio incidente rilevante), la frequenza dell’evento (valore massimo a quelli che si ripresentano nel giro di vent’anni), la quantificazione del danno economico, la riduzione del numero di persone a rischio diretto, il grado di priorità regionale definito da parte dell’autorità competente con la verifica che resta in capo al dipartimento Ambiente, il completamento degli interventi già avviati, l’esistenza di misure di compensazione e di mitigazione e il livello della progettazione approvata.
Altri criteri premiali riguardano la cantierabilità e il cronoprogramma, il green public procurement, l’utilizzo di infrastrutture verdi.

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