Cancro: il 50% di chi si documenta sul web alle prese con informazioni errate o confuse - QdS

Cancro: il 50% di chi si documenta sul web alle prese con informazioni errate o confuse

redazione

Cancro: il 50% di chi si documenta sul web alle prese con informazioni errate o confuse

mercoledì 28 Novembre 2018 - 00:30
Cancro: il 50% di chi si documenta sul web alle prese con informazioni errate o confuse

Sono stati presentati i primi dati del portale www.tumoremaeveroche.it, realizzato da Fondazione Aiom e Aiom

in collaborazione con ITALPRESS
ROMA – Ancora troppi italiani non conoscono il ruolo che l’alimentazione può svolgere contro il cancro. Ben il 37% degli utenti del web, che cercano notizie corrette di oncologia, ha chiesto agli esperti informazioni su questo tema fondamentale. La nutrizione come strumento sia di prevenzione che di “terapia” dei tumori riscuote più interesse delle cosiddette cure alternative (24%) o delle cause e rimedi delle neoplasie (13%).
Solo un cittadino su tre sostiene che l’alimentazione rappresenti un fattore di rischio oncologico importante. E nel nostro Paese la dieta sana per eccellenza, quella mediterranea, viene molto spesso abbandonata a favore di altri modelli alimentari. Meno del 10% degli italiani consuma tutti i giorni le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate dai nutrizionisti. Il 21% dei bambini, con meno di dieci anni, è invece in sovrappeso, mentre il 9% è addirittura obeso. A scattare questa fotografia sul complesso rapporto tra informazione, internet e cancro sono la Fondazione Aiom e l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).
La società scientifica ha presentato i primi dati relativi al portale “anti fake news” www.tumoremaeveroche.it. Attivo da sei mesi, è già stato consultato da oltre 150 mila utenti unici. E al comitato scientifico, composto da un gruppo di oncologi che rispondono alle domande dei cittadini, sono arrivati oltre 50 mila mail e messaggi.
“Più del 50% degli internauti italiani – ha spiegato afferma Fabrizio Nicolis, presidente della Fondazione Aiom – sostiene di essere confuso a causa delle troppe informazioni di salute che è possibile trovare in Rete. È estremamente preoccupante l’attuale disinformazione sul cancro. Sul web si legge di tutto: presunte cure miracolose come quella Di Bella, consigli errati di prevenzione o addirittura teorie complottistiche circa l’origine delle principali neoplasie. Vogliamo fornire una guida on-line costantemente aggiornata e l’obiettivo dei prossimi mesi sarà quello di triplicare gli accessi attraverso una specifica attività sui principali social media”.
Il portale, realizzato grazie al contributo non condizionato di Ipsen, è diviso in sei sezioni (cancro, cosa si nasconde; cure alternative; alimentazione; cause e rimedi; piante e vitamine; cancro, una malattia moderna). “A inizio anno – ha sottolineato Massimo Di Maio, membro del Comitato scientifico del progetto ‘Tumore, ma è vero che?’ e direttore dell’Oncologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino – abbiamo deciso di fare un censimento delle principali fake news. Dopo tre mesi di ricerca, abbiamo scoperto un quadro allarmante. Solo sull’alimentazione abbiamo individuato 400 bufale, a cui vanno aggiunte le 175 sulle cure alternative e più di 160 su le cause del cancro. A ogni domanda dei cittadini rispondiamo citando sempre le fonti scientifiche precise che utilizziamo. Inoltre, il 16% degli utenti che si rivolgono a noi sono farmacisti o medici di medicina generale. Sono professionisti della salute che vengono sempre più interpellati su questi temi. Il 27% dei frequentatori del sito, infatti, sono pazienti oncologici (o loro caregiver) che sul web sono alla ricerca di informazioni corrette circa le problematiche collegate alla loro particolare condizione”.
Secondo gli ultimi studi scientifici, ben il 30% dei casi di cancro è riconducibile all’alimentazione. “È particolarmente importante – ha affermato Stefania Gori, presidente nazionale Aiom – riuscire a fornire ai cittadini notizie attendibili su questo tema. Attraverso una dieta sana ed equilibrata possiamo ridurre del 16% il rischio di insorgenza dei tumori allo stomaco, endometrio, esofago, colon-retto, bocca, faringe e laringe. Non va inoltre sottovaluto il ruolo che ricopre la nutrizione per gli oltre 3 milioni di italiani che vivono con una neoplasia. Molte delle domande che ci arrivano riguardano i supercibi. Sul web sono riportate news su improbabili capacità anti tumorali di limone, caffè, zenzero, miele, olio di cannabis o di cocco o succo alla barbabietola. La ricerca ha evidenziato in modo chiaro e incontrovertibile che non esistono cibi in grado di proteggere in maniera assoluta. Tuttavia va ribadito agli utenti, e a tutti i cittadini, quanto sia importante la dieta nella prevenzione oncologica”.
“Esiste una stretta correlazione – ha spiegato Paolo Marchetti, ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza – tra aumento del grasso corporeo e formazione di un tumore. Nella trasformazione neoplastica delle cellule tumorali intervengono anche le sostanze cosiddette cancerogene, come i conservanti degli alimenti, le ammine e nitrosammine, che si formano per la cattiva conservazione ed eccessiva cottura degli alimenti proteici. Anche per i pazienti oncologici è fondamentale seguire un’alimentazione corretta. E la carne rossa non è un alimento da demonizzare, nemmeno nei pazienti oncologici. Fino a 500 grammi a settimana di carne rossa non processata e cotta in maniera adeguata (non alla brace) e conservata correttamente sono un supporto nutrizionale per tutti, in particolare nelle persone che affrontano il percorso di cura”.

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