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Catania – Turismo, tassa anche sulle locazioni brevi, il Comune punta sull’accordo con Airbnb

redazione

Catania – Turismo, tassa anche sulle locazioni brevi, il Comune punta sull’accordo con Airbnb

martedì 22 Gennaio 2019 - 02:00

La Giunta Pogliese ha presentato la bozza di regolamento. Tariffe da 1,5 a 5 euro

CATANIA – Al fine di razionalizzare il gettito dell’imposta di soggiorno, destinato a finanziare gli interventi in materia di turismo e allineare il vigente regolamento e le tariffe alla condizione di dissesto economico-finanziario del Comune, il sindaco Salvo Pogliese ha convocato una riunione di concertazione con le organizzazioni degli albergatori e delle altre tipologie ricettive, i cui i titolari sono per legge sostituti d’imposta del prelievo all’utente da riversare al Comune.
Al confronto, in cui sono stati illustrati i salienti elementi di novità del regolamento sull’imposta di soggiorno con Federalberghi, Fiavet, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria hanno partecipato anche i presidenti delle commissioni consiliari al turismo, Giovanni Grasso, e alle finanze Santi Bosco, oltre al capo di gabinetto del sindaco Giuseppe Ferraro. Il nuovo regolamento che la giunta si appresta a varare, per sottoporlo in tempi brevi al Consiglio comunale, prevede che l’imposta venga applicata, come prevede la legge 96/2017 ma non ancora applicata dal Comune, anche ai soggetti che pernottano in immobili ad uso abitativo per periodi inferiori ai 30 giorni, c.d. locazioni brevi.
Al fine di prevenire i fenomeni di evasione, ancora purtroppo molto diffusi a Catania, ma anche per facilitare la riscossione dell’imposta di soggiorno e la correttezza delle dichiarazioni e dei versamenti effettuati, è previsto che il Comune possa stipulare convenzioni con soggetti che gestiscono le piattaforme telematiche di promo commercializzazione(Airbnb) cui è demandato il servizio di prenotazione e pagamento del soggiorno nelle strutture ricettive.
Sempre allo scopo di contrastare l’evasione, nel regolamento è fatto obbligo della trasmissione telematica attraverso il software applicativo già in uso alle strutture alberghiere, per facilitare il caricamento dati e trasmettere i relativi report trimestrali. Per quanto concerne le tariffe la giunta ha previsto una riduzione del 50% dell’imposta di soggiorno per i gruppi scolastici delle scuole medie superiori in visita didattica e i partecipanti a scambi culturali universitari e i componenti di team sportivi partecipanti a iniziative di carattere nazionale e regionale.
Solo alle strutture a 5 stelle lusso verrà applicato l’importo massimo previsto dalla legge pari a € 5, mentre per gli altri soggetti ricettivi è prevista una graduazione. Secondo la proposta della giunta Pogliese, si pagheranno 3,50 euro a persona per il pernottamento negli hotel a 5 stelle, 2,50 per quelli a quattro stelle, 2 euro per i b&B e gli alberghi a tre stelle, 1,50 per gli altri di categoria inferiore. La modifica -secondo l’amministrazione- consente l’applicazione della tassa di soggiorno e turismo per tutte le strutture che in città ammontano ad oltre 700, con la possibilità prevista, previa convenzione già in itinere con airbnb, per l’incasso direttamente al momento della prenotazione.
“Un cambio di rotta significativo – ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese – nell’ottica di razionalizzare un sistema e innovarlo, per contrastare la larga evasione e condividere il piano con i rappresentanti del settore, da cui abbiamo attinto idee e proposte per la bozza di regolamento che il Consiglio dovrà, infine, adottare. In questi mesi grazie all’impegno degli addetti comunali al turismo abbiamo incrementato del 40% gli incassi ma puntiamo almeno a raddoppiare le entrate”. Nel merito, tra l’altro, il sindaco ha accolto la proposta degli operatori di innalzare la gratuità nelle strutture ricettive fino a 16 anni e di escludere dal pagamento i campeggi.

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