I prodotti di 30 aziende isolane con il contrassegno Pizzo free - QdS

I prodotti di 30 aziende isolane con il contrassegno Pizzo free

Chiara Giarrusso

I prodotti di 30 aziende isolane con il contrassegno Pizzo free

venerdì 12 Marzo 2010 - 00:00

A Palermo iniziativa di presentazione del nuovo marchio realizzato da Addiopizzo. Premiato il coraggio di chi si è ribellato al racket delle estorsioni

PALERMO – Prodotto Pizzo Free. Questo il marchio che da oggi contrassegna i prodotti di 30 aziende siciliane produttrici di beni alimentari e manifatturieri che hanno aderito alla campagna lanciata da Addiopizzo, “Contro il pizzo cambia i consumi”. Latticini, agrumi, olio d’oliva, vino e molto altro ancora, saranno presto di immediata individuazione tra gli scaffali e i banconi di molti supermercati siciliani e nazionali, contraddistinti dal marchio pizzo free.
L’iniziativa di presentazione del nuovo marchio realizzato da Addiopizzo si è svolta ieri presso la sede palermitana con la partecipazione di molti operatori che hanno aderito all’ iniziativa.
“l messaggio che intendiamo lanciare – ha spiegato Raffaele Genova, Presidente del Comitato Addiopizzo di Palermo, nel corso della conferenza stampa – è abbastanza semplice. Attraverso la costituzione del marchio vogliamo perseguire un duplice obiettivo: da un lato aumentare la visibilità dei nostri produttori, dall’altro rendere più agevole la possibilità di praticare nella vita di tutti giorni il consumo critico. Davanti al bancone del supermercato il cittadino-consumatore potrà scegliere in modo consapevole, acquistando quei prodotti di quegli operatori che hanno aderito al circuito Pizzo-Free e attraverso un gesto semplice orientare i propri acquisti, verso chi ha deciso con coraggio di operare nella legalità e non pagare il pizzo. Si tratta di prodotti già in commercio, disponibili sia presso la grande che presso la piccola distribuzione”.
Sono 500, ad oggi, le aziende commerciali, industriali ed artigianali a Palermo e provincia attive nel circuito pizzo free. Gesti semplici capaci però di profonde trasformazioni sociali e culturali. Orientare criticamente i consumi significa riappropriarsi del proprio potere decisionale: il cittadino-consumatore può farlo indirizzando le proprie scelte individuali. Acquistando i loro prodotti il cittadino-consumatore può contribuire attivamente a rafforzare il circuito delle imprese che si sono ribellate al racket delle estorsioni, aiutandole a resistere alla pressione mafiosa.
“Quest’iniziativa dimostra – afferma Nicola Clemenza del Consorzio Terre Belicine, che ha aderito alla campagna – che un’economia sana, un’economia sostenibile è possibile anche in Sicilia” .

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