Gli abusivi si riservano l’Oasi del Simeto - QdS

Gli abusivi si riservano l’Oasi del Simeto

Melania Tanteri

Gli abusivi si riservano l’Oasi del Simeto

sabato 11 Dicembre 2010 - 00:00

I residenti dei villaggi sul litorale sud di Catania chiedono la riperimetrazione dell’area per ottenere i servizi essenziali. “Le nostre abitazioni preesistenti alla costituzione della zona protetta”. Ambientalisti d’accordo

CATANIA – Oasi Naturale o porzione di città urbanizzata? L’Oasi del Simeto, la Riserva naturale orientata a sud di Catania rischia di scomparire, schiacciata dall’abusivismo edilizio, parte del quale, comunque, precedente la costituzione dell’Oasi, e dal risultato dell’assenza di tutela della riserva stessa e dell’incapacità prolungata di amministrare quella porzione di territorio.
Dell’ipotesi di riperimetrazione si è parlato alle Ciminiere nel corso di un incontro, promosso dal neo assessore provinciale all’Ambiente, Mimmo Rotella, con i rappresentanti delle Istituzioni, dei residenti e delle associazioni ambientaliste.
A chiedere che vengano ristabiliti i confini della Riserva, i residenti dei villaggi a mare del litorale sud di Catania, ricadenti all’interno della zona B; secondo i comitati dei residenti, uno per ogni porzione di territorio, l’istituzione della Riserva, risalente al 1984, non avrebbe tenuto conto della preesistenza delle abitazioni, condannandone i proprietari a vivere “dimenticati” dalle istituzioni.
“La mappa su cui si basa l’istituzione della Riserva – spiega Luca Di Fidio, del comitato San Francesco La Rena – è del 1971, quindi non veritiera. In pratica i confini dell’Oasi sono stati tracciati sopra l’esistente, creando la situazione attuale. Inoltre – aggiunge – l’area in cui sorgono le nostre abitazioni, è riconosciuta dal Comune di Catania, con delibera del 1993 che ha stabilito che l’area in questione fosse da considerare centro abitato ”. Centro urbano, dunque, ma privo di allacci alla rete fognaria, di acqua potabile, di servizi.
Chiedono lo scorporo dei villaggi periferici della Riserva, per poter finalmente mettere fine a questa lunga agonia, ipotesi condivisa dalle organizzazioni ambientaliste, come Legambiente e il Wwf, ma a un patto: eliminare dalla Riserva tutto ciò che contrasta con l’ambiente circostante.
Legambiente ritiene, ad esempio, possibile individuare una proposta che consenta di ottenere tutela e conservazione degli ambienti naturali della riserva naturale e fornire risposte a gran parte dei proprietari delle costruzioni sorte abusivamente. “A scanso di equivoci, che potrebbero derivare da chi sostiene che è “tutto distrutto” – affermano i rappresentanti dell’associazione in una nota – è opportuno evidenziare che, nonostante le aggressioni subite, la riserva riveste un rilevante interesse naturalistico ed elevate potenzialità soprattutto come area di protezione dell’avifauna e per la presenza di ambienti estremamente diversificati. L’individuazione di gran parte del territorio della riserva quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), ai sensi delle direttive nn. 92/43/CEE e 79/409/CEE, costituisce un’ulteriore conferma di questo interesse naturalistico.
Secondo Legambiente, è possibile estromettere dalla riserva naturale soltanto quegli agglomerati abusivi situati ai margini dell’area protetta, ove peraltro è presente il maggior numero di costruzioni, mentre per gli agglomerati situati in prossimità delle zone umide va confermata l’incompatibilità con il mantenimento degli ambienti naturali protetti e prevista la demolizione ed il successivo ripristino naturalistico. “In tal modo – sottolineano – si sgombrerebbe il campo dalle “ipocrisie”, cui ha fatto riferimento lo stesso assessore Rotella in relazione all’assenza di “risposte” agli abitanti delle costruzioni sorte abusivamente, e si potrebbe avviare l’indispensabile processo di risanamento ambientale sinora negato per disinteresse, ignavia o convenienza politica del momento”.
A breve, verrà costituito un tavolo tecnico con Comune, Provincia e Regione, per trovare una soluzione alla vicenda che metta tutti d’accordo ma, a giudicare dalle posizioni di quei residenti che vivono a ridosso, ad esempio, del Lago Gornalunga o all’interno della vecchia ansa del Simeto (proprio i luoghi dove la presenza antropica è incompatibile con la Riserva) sembra difficile che tale soluzione venga trovata senza fare “vittime”.

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