PALERMO – Sindaci, imprenditori e cittadini sono rimasti a boccia asciutta. Le Zone franche urbane, aree bersaglio individuate dal Cipe nel 2009, avrebbero dovuto favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio produttivo e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.
Nel caso della Sicilia, le città individuate erano Catania (il popoloso quartiere di Librino), Gela ed Erice, ma adesso queste devono fare i conti con il pesante ridimensionamento voluto dal Governo nazionale che ha trasformato le Zfu in “zone a burocrazia zero”, con vantaggi notevolmente ridotti.
Una decisione che sembra, ai cittadini come agli amministratori delle zone coinvolte, l’ennesima dimostrazione di quanto sia distante l’azione del Governo rispetto alle esigenze del Mezzogiorno. (continua)
Nel caso della Sicilia, le città individuate erano Catania (il popoloso quartiere di Librino), Gela ed Erice, ma adesso queste devono fare i conti con il pesante ridimensionamento voluto dal Governo nazionale che ha trasformato le Zfu in “zone a burocrazia zero”, con vantaggi notevolmente ridotti.
Una decisione che sembra, ai cittadini come agli amministratori delle zone coinvolte, l’ennesima dimostrazione di quanto sia distante l’azione del Governo rispetto alle esigenze del Mezzogiorno. (continua)
