MOSCA – Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato al Cremlino con i dirigenti della Crimea e di Sebastopoli l’accordo per il loro ingresso come nuovi soggetti nella Federazione Russa. Accordo che deve essere ratificato dal parlamento, contestualmente ad una nuova legge. Il documento è stato firmato, oltre che da Putin, dal premier e dal presidente del parlamento crimeano, Serghiei Aksionov e Vladimir Kostantinov, e dal sindaco di Sebastopoli, Alexiei Cialyi. Dopo la firma è stato intonato l’inno russo.
La reazione politica internazionale non si è fatta attendere. Per la riunione del G8 prevista a giugno, "abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia, ovvero è previsto che siano tutti gli altri Paesi, i sette più grandi Paesi, che si riuniscano, senza la Russia", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. Il presidente americano, Barack Obama, ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per fare il punto sulla situazione in Ucraina e per concordare una risposta coordinata. La Gran Bretagna ha subito sospeso ogni tipo di cooperazione militare con la Russia.
Nel suo discorso al parlamento, Putin ha ribadito che il referendum della Crimea per l’annessione alla Russia si è svolto nel pieno rispetto del diritto internazionale e che l’esito è "del tutto convincente". "Siamo qui per una vicenda vitale, storica", ha aggiunto, parlando della Crimea come di una parte "inalienabile della Russia". Nel suo discorso, Putin ha ribadito che Mosca non ha violato alcuna norma internazionale in Crimea e che "le forze armate russe non sono entrate in Crimea, c’erano già in conformità all’accordo con Kiev, non abbiamo neppure superato il limite previsto di 25 mila unita’". "Il trasferimento della Crimea all’Ucraina – ha detto Putin – fu frutto di grosse violazioni e fu deciso dietro le quinte in uno stato totalitario, mettendo la gente di fronte al fatto compiuto. In Crimea – ha detto Putin – ci saranno tre lingue: russo, ucraino e tataro. Nel decreto firmato da Putin si prende atto della "volontà espressa dal popolo della Crimea nel referendum del 16 marzo 2014" e si formalizza che da questo momento la Russia riconosce la penisola come "Stato indipendente e sovrano". Mosca riconosce inoltre "uno statuto speciale" per la città di Sebastopoli, dove si è tenuta una consultazione parallela nell’ambito del processo di secessione dall’Ucraina.
La reazione politica internazionale non si è fatta attendere. Per la riunione del G8 prevista a giugno, "abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia, ovvero è previsto che siano tutti gli altri Paesi, i sette più grandi Paesi, che si riuniscano, senza la Russia", ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. Il presidente americano, Barack Obama, ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per fare il punto sulla situazione in Ucraina e per concordare una risposta coordinata. La Gran Bretagna ha subito sospeso ogni tipo di cooperazione militare con la Russia.
Nel suo discorso al parlamento, Putin ha ribadito che il referendum della Crimea per l’annessione alla Russia si è svolto nel pieno rispetto del diritto internazionale e che l’esito è "del tutto convincente". "Siamo qui per una vicenda vitale, storica", ha aggiunto, parlando della Crimea come di una parte "inalienabile della Russia". Nel suo discorso, Putin ha ribadito che Mosca non ha violato alcuna norma internazionale in Crimea e che "le forze armate russe non sono entrate in Crimea, c’erano già in conformità all’accordo con Kiev, non abbiamo neppure superato il limite previsto di 25 mila unita’". "Il trasferimento della Crimea all’Ucraina – ha detto Putin – fu frutto di grosse violazioni e fu deciso dietro le quinte in uno stato totalitario, mettendo la gente di fronte al fatto compiuto. In Crimea – ha detto Putin – ci saranno tre lingue: russo, ucraino e tataro. Nel decreto firmato da Putin si prende atto della "volontà espressa dal popolo della Crimea nel referendum del 16 marzo 2014" e si formalizza che da questo momento la Russia riconosce la penisola come "Stato indipendente e sovrano". Mosca riconosce inoltre "uno statuto speciale" per la città di Sebastopoli, dove si è tenuta una consultazione parallela nell’ambito del processo di secessione dall’Ucraina.
