Domenica 8 marzo ricorrerà la festa della donna. Sarà il giorno di mogli, mamme, nonne, figlie, nipotine, compagne, amiche, di tutte quelle donne che rappresentano colonne portanti nella vita di ciascuno di noi. Nonostante conquiste, progressi e affermazioni nei ruoli apicali della società contemporanea nel corso degli anni, in Sicilia la strada per la parità occupazionale e lavorativa per le donne resta ancora distante.
Meno occupazione, più disoccupazione per le donne in Sicilia
Il gap con gli uomini e con le medie nazionali restano ancora ampi per quanto riguarda il lavoro, presupposto di autonomia e strumento di affermazione della persona. Secondo il rendiconto di genere Inps del 2025 svolgono un lavoro nell’isola il 34,9% delle donne, contro il dato nazionale del 53,3% e la percentuale regionale maschile del 58,9%. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, quello delle donne in Sicilia è il 15%, rispetto all’11% degli uomini. Nell’isola le donne che smettono di cercare lavoro sono il 58,8%, contro il tasso di inattività degli uomini del 33%. A rilanciare il tema dei divari di genere è la Cgil Sicilia alla vigilia dell’ 8 marzo.
Cgil: “Diritti e pari opportunità della Costituzione non pienamente garantiti alle donne”
“Nonostante il Pnrr, nonostante le tante battaglie per la parità di genere – scrivono in una nota Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia ed Elvira Morana, responsabile del sindacato per le politiche di genere – le distanze sono ancora lunghe e questo riguarda anche le retribuzioni, inferiori a quelle maschili e di conseguenza le pensioni, e le progressioni di carriera. Di fatto per le donne i diritti di cittadinanza e le pari opportunità di cui parla la nostra Costituzione non sono oggi pienamente garantiti”. Le donne, e questo accade in tutto il Paese, sono più soggette a part time involontario. E tra gli scoraggiati sono le file più numerose contando il 27,40% dei Neet, dato regionale, contro la media nazionale femminile del 16,60% e quella maschile siciliana del 24,20%. “Il nostro Paese e la Sicilia – affermano Messina e Morana – deve fare un salto di qualità in primo luogo sotto il profilo culturale“.
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