100 e lode, la Sicilia meglio del Nord - QdS

100 e lode, la Sicilia meglio del Nord

Elisa Latella

100 e lode, la Sicilia meglio del Nord

martedì 23 Agosto 2011 - 00:00

Sono stati 403 i diplomati dell’Isola che hanno conseguito il massimo dei voti, l’1,1 per cento del totale dei maturi. Le eccellenze del Mezzogiorno più numerose di quelle venete, lombarde e piemontesi

PALERMO – Negli anni scorsi abbiamo fatto già due volte il viaggio tra i 100 e lode dell’Isola. La prima volta con la domanda: “Cento e lode. Un futuro in Sicilia?” e la seconda augurando loro un tempo che non esiste nella grammatica italiana, ma che ci auguriamo esista nelle loro vite, con l’inchiesta “Cento e lode. Futuro prossimo”. 2011, si ricomincia.
A livello nazionale infuria la polemica sui 100 e lode, che al Sud sarebbero meno sudati che al Nord. Le eccellenze del Mezzogiorno, più numerose di quelle venete, lombarde e piemontesi non si confermerebbero sempre tali nelle gare nazionali tra studenti di diverse regioni, per questo motivo qualcuno auspica una prova generale Invalsi alla maturità, per una valutazione “geograficamente più oggettiva”.
Secondo alcune indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera gli esami di maturità nel 2011 in Sicilia hanno visto 403 100 e lode ( l’1,1% dei diplomati). Una percentuale elevata, ma non eccessivamente se confrontata con quelle delle altre regioni.
In Piemonte ci sono 208 100 e lode (0,9%), in Lombardia 256 (0,5%), nel Veneto 222 (0,8%), nel Friuli meno ancora, 48 (0,7%). Si sale in Emilia Romagna, con 336 diplomati eccellenti (0,9%); stessa percentuale in Toscana con 171 100 e lode, mentre in Liguria con 77 si arriva all’1%.
Effettivamente non si può non notare che le percentuali salgono man mano che si scende nello Stivale: con 89 100 e lode in Umbria si arriva all’1,6%, con 156 nelle Marche a 1,4%. Nel Lazio ce ne sono 322 (1% del totale), percentuale confermata in Sardegna con 103, mentre in Abruzzo 116 (1,2%). Nel Molise si scende un pochino con 20 (0,9%). In Campania 474 (ancora 1%), in Basilicata 43 (0,8%).
Percentuale alta in Puglia, 1,8% per 631 100 e lode, e altissima in Calabria, con 362 100 e lode, 2,1%.
Il dato siciliano, 1,1% del totale rientra tutto sommato nella media nazionale. Un ragazzo su 100 che si diploma con 100 e lode è un alunno su quattro classi e tutto sommato il riconoscimento di un’eccellenza ogni quattro classi non la inflaziona.
Andando oltre il dato perde di credibilità. Per un semplice motivo. Il 100/100 corrisponde al vecchio 60/60, che, fino a circa quindici anni fa era il massimo, un voto difficile da raggiungere. Le modalità di calcolo attualmente previste per arrivare al massimo cercano di essere più oggettive, tenendo conto anche dei risultati degli anni precedenti. Il 100/100 e lode è qualcosa in più. Deve essere riconosciuto in fondo solo a chi riesce ad andare aldilà di qualsiasi aspettativa, quasi anticipando al liceo un livello di preparazione universitario. Per questo esiste la borsa di studio. Per questo per un’Università avere un 100 e lode deve essere un onore.
Nel nostro viaggio di quest’anno vogliamo dedicare uno spazio a quello che secondo noi ha dimostrato, da questo punto di vista, di essere forse il più lungimirante degli atenei siciliani: quello dello Stretto, che già da qualche anno premia i migliori studenti della provincia di Messina, quelli che si sono diplomati con 100 e lode (con l’augurio segreto, ma facilmente intuibile, che diventino future matricole). Un 100 e lode che resta a studiare in Sicilia è una marcia in più per l’Isola. Un cento e lode che se ne va è una perdita economica e umana, presente e futura. Una regione che comincia perdendo uno dei suoi 100 e lode alla maturità ha le carte in regola per perdere su tutta la linea.

L’approfondimento. Quando diplomarsi col massimo dei voti… conviene
Lunedì 25 luglio alla presenza dell’assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, il docente Mario Centorrino, si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Messina la premiazione dei 62 studenti di Messina e provincia che all’esame di maturità 2011 hanno conseguito la votazione di “Cento e lode”. Alla cerimonia erano presenti il dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale, Cataldo Dinolfo, la delegata rettorale per l’orientamento e tutorato di Ateneo, la docente Stefania Scarcella, l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Di Bartolo, docenti universitari e dirigenti scolastici, nonché il Direttore amministrativo dell’Ateneo, Giuseppe Cardile. “Una giornata di festa per la scuola messinese e per l’Università peloritana” – l’affermazione del Rettore Tomasello – “L’Università di Messina che da tempo ha intrapreso un percorso in direzione del merito, anche quest’anno darà agli studenti meritevoli del cento e lode l’esenzione del pagamento delle tasse per il primo anno”. Un buon incentivo, soprattutto ai capaci e i meritevoli privi di mezzi, che in tempi di crisi stanno diventando sempre di più. Ma c’è di meglio e di più. Il Rettore ha ricordato il progetto “Giovani Talenti” dell’assessore Centorrino, volto a premiare i migliori laureati delle Università siciliane, con l’obiettivo di trattenerli nei territori di riferimento.


La voce dei 100 e lode sogni e progetti
Abbiamo raggiunto qualcuno di questi ragazzi siciliani eccellenti, chiedendo loro di raccontarci le loro idee sul futuro e facendo loro un doveroso in bocca al lupo. Rosy Cotroneo, 100 e lode al liceo classico messinese Maurolico ci racconta: “Sto studiando per l’accesso alla facoltà di medicina. Vorrei, se possibile, accedere al San Raffaele o al Campus. Sono risultata idonea e sono preiscritta all’università di Pecs in medicina. Crepi il lupo!”. Laura Mendolia, eccellenza dell’Istituto paritario “S. Maria di Gesù Redentore” di Taormina invece sceglie legge “Per quanto riguarda il mio futuro, ho già superato i test di ammissione alla Luiss per studiare giurisprudenza. Dovrò cambiare città, ma credo che ne valga la pena.” Noi del Quotidiano di Sicilia speriamo di riavervi nell’Isola un domani: vi auguriamo di poter lavorare qui. Cervelli eccellenti che vanno a pensare altrove, altrove creeranno ricchezza, sviluppo, crescita sociale. Tutte cose di cui la Sicilia ha disperatamente bisogno.

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