“Questo Ministero ha il compito di elaborare principalmente le politiche economiche di sviluppo e di crescita. Ogni anno definiamo il budget e gli obiettivi economici da raggiungere e quindi i progetti ed i programmi da adottare non solo a livello nazionale, ma anche nell’ambito regionale, in cui formuliamo dei programmi specifici di sviluppo integrato per le regioni.
“Questo Ministero è anche incaricato di seguire la competitività economica del Paese supervisionata dall’Istituto della Tutela della Competitività in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Statistica, con agenzie disseminate in tutto il Paese, che si occupano delle regioni. Questo per ciò che riguarda lo sviluppo, quanto alla cooperazione internazionale, la responsabilità del Ministero è quella di seguire tutto ciò che interessa la cooperazione finanziaria ed economica con l’estero. La nostra missione è dunque quella di attribuire e di promuovere gli investimenti stranieri in Tunisia tramite l’Agenzia di Promozione dell’Investimento Estero.
“Esiste anche un ente chiamato “Agenzia tunisina di cooperazione tecnica”, la cui missione è innanzitutto il collocamento delle competenze tunisine all’estero. Oggi circa 8.000 esperti tunisini lavorano all’estero nell’ambito di una missione a corto o medio termine, la quale segue i programmi di assistenza tecnica destinati ad alcuni paesi africani o arabi.
“Curiamo le relazioni e soprattutto una cooperazione economico-finanziaria innanzitutto con i paesi vicini, quelli della regione del Sud del Mediterraneo, i paesi maghrebini ed anche con altri paesi arabi.
“Naturalmente le relazioni sono più intense con alcuni paesi piuttosto che con altri per ragioni di prossimità o di accordi. Comunque sia, il partner storico della Tunisia è l’Europa; in particolare alcuni paesi europei come la Francia, l’Italia e i paesi mediterranei, ma anche la Germania. Più recenti sono invece i rapporti con i paesi asiatici come il Giappone, la Cina, la Corea… Per esempi, la Tunisia è uno dei rari paesi con i quali il Giappone intrattiene una collaborazione regolare non solo economica, ma anche tecnica. Essa consiste in una cooperazione molto ricca nel campo della tecnologia e dell’ambiente, scientifica ed universitaria.
“I paesi europei, ma recentemente anche altri paesi come gli investitori arabi che oggi arrivano in massa o quelli di altre regioni del mondo, in particolare l’Asia”.
“Gli investimenti italiani occupano il secondo posto, dopo quelli francesi, con circa 600 imprese italiane o a partecipazione italiana, che operano in Tunisia. Investono nella maggior parte dei settori economici, dall’agricoltura ai servizi passando per l’industria; gli investitori italiani sono molto attivi e presenti su tutto il territorio della Tunisia”.
“Accompagniamo gli investitori stranieri ancor prima che abbiano deciso di venire ad investire in Tunisia, per poi seguirli nelle varie tappe del processo di investimento tramite un ente in seno al Ministero che si occupa esclusivamente di questo”.