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Le Marche sono in ginocchio, chiesto lo stato di emergenza

ANCONA – Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri in cui chiede il riconoscimento dello stato di emergenza per “i molti danni” subiti dalle Marche con l’alluvione del 2 maggio. Il governatore fra un primo elenco delle criticità rilevate dopo le frane, gli smottamenti e gli allagamenti di abitazioni, aziende e infrastrutture, riservandosi di inviare la documentazione completa.
A Senigallia intanto i vigili del fuoco sono ancora alle prese con 300 interventi di prosciugamento in lista d’attesa. “Altri 100 li abbiamo smaltiti – spiegano al Comando provinciale di Ancona -, ma nei seminterrati, garage e cucine degli alberghi sotto il livello del piano stradale ci sono due-tre metri di acqua”. Sei le colonne mobili di supporto giunte da mezza Italia: Firenze, Lucca, Venezia, Rovigo, Bologna, Roma, oltre che da Ascoli Piceno e Macerata.