PALERMO – Con un clima “depresso” dai continui terremoti dei mercati e dal calo dei consumi, non poteva che esserci un contraccolpo notevole anche nelle imprese. Quelle siciliane soffrono, e questa forse è un’impressione costante.
Tra gli imprenditori siciliani è evidente il calo di fiducia anche se, rispetto al disastroso trend nazionale, sembra esserci meno pessimismo. Comunque anche per i siciliani il bicchiere sembra essere mezzo vuoto: avanza la sfiducia nelle attività di servizi e di commercio, nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni.
Tra gli imprenditori siciliani è evidente il calo di fiducia anche se, rispetto al disastroso trend nazionale, sembra esserci meno pessimismo. Comunque anche per i siciliani il bicchiere sembra essere mezzo vuoto: avanza la sfiducia nelle attività di servizi e di commercio, nel settore manifatturiero e in quello delle costruzioni.
Lo dice l’Istat che ha messo a confronto i dati di agosto e di settembre. L’indice di fiducia è in discesa, anche abbastanza consistente. In Sicilia questo indice va dal 90,5 di agosto all’87,7 di settembre, ultima rilevazione effettuata. Eppure se si va a confrontare questo dato con la media nazionale si scopre che le imprese dell’Isola, almeno dal punto di vista psicologico, stanno meglio rispetto al resto d’Italia. Infatti nel mese di settembre, parallelamente ad un calo dell’indice di fiducia dei consumatori (da 100,3 di agosto a 98,5), l’Istat segnala una diminuzione piuttosto rilevante dell’indice destagionalizzato del clima di fiducia nelle imprese dei servizi, da 93,9 a 82,5.
In sostanza la Sicilia si presenta con 5,2 punti in più della media. Certa-mente un buon risultato considerato il clima di totale pessimismo. Tale indice rappresenta la “media aritmetica semplice dei saldi delle domande sui giudizi e le attese degli ordini e sulla tendenza dell’economia”: il questionario proposto al campione, infatti, si compone di una serie di domande che implicano genericamente tre modalità di risposta (ad esempio “alto”, “normale”, “basso”) e i risultati per ciascuna domanda sono espressi in termini di frequenze percentuali relative delle singole modalità di risposta.
Con saldi si intendono, allora, le differenze fra le modalità di risposta favorevoli e sfavorevoli (dunque tra le frequenze percentuali corrispondenti alle modalità di risposta estreme, mentre la modalità centrale non viene considerata nel calcolo), che offrono indicazioni quantitative sintetiche dei fenomeni osservati. Per molti, forse, una simile considerazione non rappresenta un elemento di forte sorpresa, ma certo, quando ad ufficializzarla sono delle stime istituzionali, ecco che si crea la notizia.
Sempre con riferimento al mondo dei servizi, l’indagine Istat ha preso in considerazione più settori d’attività rientranti nella categoria di “servizi”, per ciascuno dei quali è stato misurato il grado di fiducia complessivo e il grado di fiducia corrispondente a tre variabili particolari: le attese circa l’andamento generale dell’economia, le attese sugli ordini e i giudizi sugli ordini.
In linea generale – rileva sempre l’Istat – si può vedere come siano peggiorate le attese sull’andamento dell’economia e, seppur in misura meno marcata, anche i giudizi e le attese sugli ordini. Si declina, inoltre, il giudizio delle imprese di servizio in merito all’occupazione e all’andamento degli affari e deteriorano le attese sul mercato del lavoro; si riduce il saldo delle attese sulla dinamica dei prezzi di vendita”.
L’approfondimento. I settori che sono stati esaminati nella ricerca
I settori economici oggetto di analisi, “individuati con riferimento alla classificazione Ateco 2007”, sono stati: servizi alle imprese e altri servizi (che comprendono attività immobiliari, attività legali e contabilità, attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, attività degli studi di architettura e ingegneria; collaudi e analisi tecniche, ricerca scientifica e sviluppo, pubblicità e ricerche di mercato, altre attività professionali, scientifiche e tecniche, attività di noleggio e leasing operativo, attività di ricerca, selezione, fornitura di personale, servizi di vigilanza e investigazione), trasporto e magazzinaggio (comprende trasporto terrestre e trasporto mediante condotte, trasporto marittimo e per vie d’acqua, trasporto aereo, magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, servizi postali e attività di corriere), informazione e comunicazione (vi rientrano attività editoriali, attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore, attività di programmazione e trasmissione, telecomunicazioni, produzione di software), infine servizi turistici (alloggio, attività dei servizi di ristorazione e Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse).
