GELA – I dipendenti delle aziende dell’Eni che operano nell’area di Gela si fermeranno il 16 ottobre per uno sciopero a sostegno della battaglia in difesa della raffineria e dei posti di lavoro. Lo ha deciso il consiglio di fabbrica del petrolchimico aperto alla partecipazione delle Rsu di altri insediamenti produttivi. è questa la risposta del sindacato al tentativo dell’azienda di avviare, in maniera unilaterale, la riduzione dei livelli occupazionali nel settore della raffinazione, trasferendo, ieri, cinque dipendenti, in una sorta di braccio di ferro con Cgil, Cisl e Uil. Le maestranze avevano risposto con lo sciopero spontaneo del personale del diretto. In serata, la direzione della raffineria ha revocato i provvedimenti.
Ma ormai tra azienda e sindacati è muro contro muro. "Il piano industriale dell’Eni su Gela non convince nessuno – dicono le organizzazioni sindacali – perché fa solo promesse di un vago e insufficiente impianto di bio-carburanti, non garantisce più gli accordi sottoscritti, disattende gli impegni aziendali assunti a fine agosto davanti al ministro per lo sviluppo economico e prevede solo tagli al personale". Il 14 ottobre le parti dovrebbero tornare ad incontrarsi a Roma.
Ma ormai tra azienda e sindacati è muro contro muro. "Il piano industriale dell’Eni su Gela non convince nessuno – dicono le organizzazioni sindacali – perché fa solo promesse di un vago e insufficiente impianto di bio-carburanti, non garantisce più gli accordi sottoscritti, disattende gli impegni aziendali assunti a fine agosto davanti al ministro per lo sviluppo economico e prevede solo tagli al personale". Il 14 ottobre le parti dovrebbero tornare ad incontrarsi a Roma.
