CATANIA – Dal tetto al palco: si è spostato il luogo della protesta di 15 dei 28 lavoratori stagionali del Teatro Bellini, scesi dalla copertura dell’immobile per occupare il palcoscenico, mettendo a rischio la prima di “Capuleti e Montecchi”, diretta dal maestro Fabrio Maria Carminati.
“Dopo 38 giorni di assedio sul tetto – hanno spiegato i lavoratori rimasti senza contratto in base alle ultime norme nazionali- e nonostante le ripetute promesse di impegno da diversi esponenti della politica locale e regionale, nulla ancora è stato fatto”.
“Dopo 38 giorni di promesse – hanno aggiunto i manifestanti – non sopportiamo più nulla e nessuno e siamo stanchi. Abbiamo quindi deciso di occupare il palco perché non è giusto che l’orchestra continui a suonare quando invece la nave sta affondando”.
Nonostante la protesta, però, alla fine lo spettacolo teatrale è comunque andato in scena.
“Dopo 38 giorni di assedio sul tetto – hanno spiegato i lavoratori rimasti senza contratto in base alle ultime norme nazionali- e nonostante le ripetute promesse di impegno da diversi esponenti della politica locale e regionale, nulla ancora è stato fatto”.
“Dopo 38 giorni di promesse – hanno aggiunto i manifestanti – non sopportiamo più nulla e nessuno e siamo stanchi. Abbiamo quindi deciso di occupare il palco perché non è giusto che l’orchestra continui a suonare quando invece la nave sta affondando”.
Nonostante la protesta, però, alla fine lo spettacolo teatrale è comunque andato in scena.
