Fusione tra Inps, Inpdap ed Enpals per l’operatività si attendono i decreti - QdS

Fusione tra Inps, Inpdap ed Enpals per l’operatività si attendono i decreti

Giuliana Gambuzza

Fusione tra Inps, Inpdap ed Enpals per l’operatività si attendono i decreti

domenica 15 Aprile 2012 - 00:00
Fusione tra Inps, Inpdap ed Enpals per l’operatività si attendono i decreti

Approvati i bilanci di chiusura degli Istituti di previdenza, l’unificazione dovrebbe essere completa a maggio. Il cambiamento avverrà in modo graduale e i cittadini saranno assistiti passo per passo

PALERMO – Ridurre la spesa pubblica, migliorare i servizi nei settori della previdenza e dell’assistenza, semplificare le procedure amministrative, armonizzare il sistema pensionistico. Questi gli obiettivi a cui sono destinati la chiusura di Inpdap ed Enpals e il trasferimento delle rispettive funzioni all’Inps.
Decisa dall’art. 21 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, come modificato dalla legge 214/2011, la soppressione dei due enti era nell’agenda di diversi governi precedenti.
Quando a febbraio il QdS aveva sentito Maria Sandra Petrotta, dirigente regionale dell’Inps, per fare il punto sullo stato dell’integrazione di Inpdap, Enpals ed Inps, era emerso che prima della fine di maggio la fusione non sarebbe stata completa. Questo nonostante le sue modalità di attuazione siano già state specificate dalla nota n. 22 del 28 dicembre, a firma del Ministro del Lavoro Fornero, e da una circolare dell’Inps (la n. 3 del 13 gennaio scorso).
Il motivo? Mancano ancora i decreti interministeriali del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dell’Economia e delle finanze e del Ministro per la Pubblica Amministrazione, con i quali l’Inps acquisirà le risorse (strumentali, umane e finanziarie) degli istituti soppressi.
Infatti, bisognava prima approvare il bilancio di fine gestione dei due enti. C’è stato tempo fino al 31 marzo per farlo; adesso, entro sessanta giorni (per lo meno stando alla previsione normativa), dovranno essere emanati i decreti interministeriali.
La questione è di una certa importanza. Infatti, l’unificazione dei tre istituti sembra mettere in forse l’attuale sistema di calcolo e distribuzione delle pensioni ai contribuenti. Per esempio, un pensionato che era in possesso di più conti pensione avrà un unico conto? E il tetto specifico per ogni pensione subirà delle modifiche? Sono domande che potranno trovare risposta solo alla fine di maggio.
C’è un altro elemento che conferma che il cambiamento avverrà in modo graduale. L’Inpdap – anzi, l’ex Inpdap – si impegna a non lasciare senza una guida i cittadini. Continuerà di fatto a essere operativo su ogni fronte che riguarda l’utenza, almeno fino a quando l’Inps non lo sostituirà in pieno.
In pratica, fornirà ancora le prestazioni ai suoi iscritti e pensionati e non smetterà di riceverli negli Urp degli Uffici gestione ex Inpdap, che si trovano nelle sue sedi provinciali (nove in Sicilia, una per ciascun capoluogo di provincia). Il tutto in attesa dei decreti a firma dei tre Ministeri.

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