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Città siciliane e ambiente urbano: l’Isola ha tra le più basse disponibilità di verde

Città siciliane e ambiente urbano: l’Isola ha tra le più basse disponibilità di verde

Appena 2.085 posti-km per abitante nei bus pubblici, contro i quasi 6.000 del Nord. La fotografia dell’Istat disastrosa

Città sempre più calde, poco verdi e con un trasporto pubblico ancora carente. È questa la fotografia che emerge per la Sicilia dall’ultima indagine Istat “Ambiente Urbano 2023”, che analizza le performance ambientali dei 109 capoluoghi italiani. Dalle piste ciclabili al verde urbano, dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, il quadro che riguarda le province siciliane mostra come l’Isola sia ancora nettamente indietro rispetto al resto del Paese.

Verde urbano: numeri ben sotto la media nazionale

In Sicilia la disponibilità di verde urbano accessibile resta tra le più basse d’Italia. In media si contano appena 20,8 metri quadrati per abitante, contro una media nazionale di 33,3 metri quadrati. Il divario con il Nord Italia è ancora più marcato, dove si arriva fino a 64 metri quadrati pro capite. Alcune città non raggiungono neppure lo standard minimo di legge di 9 metri quadrati per abitante: Trapani, Messina e Siracusa restano sotto questa soglia. Caltanissetta si ferma a 10,6 metri quadrati, Palermo arriva a 12,1, seguita da Catania con 16,8. Valori leggermente più alti si registrano a Enna (18,2) e Ragusa (22,6). Fa eccezione Agrigento, che raggiunge un dato decisamente elevato: 99 metri quadrati di verde urbano per abitante.

Trasporto pubblico insufficiente e traffico elevato

Alla carenza di verde pubblico si accompagna un grave problema di traffico urbano, legato anche alla scarsa disponibilità di trasporto pubblico locale. In Sicilia l’offerta è pari a 2.085 posti-km per abitante, ben al di sotto dei quasi 6.000 posti-km del Nord Italia. Città come Palermo e Catania restano ancora lontane dai livelli minimi considerati adeguati. Tuttavia, l’Istat segnala un incremento dell’offerta di trasporto pubblico nelle città del Sud, un dato che lascia intravedere margini di miglioramento.

Mezzi a basse emissioni: luci e ombre

Catania si distingue positivamente: è tra le poche grandi città del Mezzogiorno a registrare un’alta percentuale di autobus a basse emissioni, insieme a Bologna. Situazione opposta per Palermo e Messina, dove la quota di mezzi ecologici resta molto bassa. Ancora peggiore il dato di Reggio Calabria, che registra una percentuale pari a zero.

Piste ciclabili e bike sharing: un forte ritardo

Sul fronte della mobilità sostenibile, lo sviluppo delle piste ciclabili in Sicilia resta estremamente limitato. Nel Mezzogiorno la densità media è di 7 km ogni 100 km² di superficie, contro i quasi 70 km del Nord Italia. Le città siciliane faticano a costruire una rete ciclabile adeguata, penalizzando l’uso della bicicletta come alternativa all’auto privata. Il problema è aggravato dalla scarsa diffusione dei servizi di bike sharing, ancora rari e poco utilizzati.

Qualità dell’aria: superati i limiti di sicurezza

Non sorprende, quindi, che nel 2023 Palermo e Catania rientrino tra i capoluoghi metropolitani con concentrazioni di biossido di azoto (NO₂) superiori al limite di legge di 40 microgrammi per metro cubo, segno di una forte pressione del traffico urbano. Messina, pur restando sotto la soglia, presenta valori comunque elevati (28 microgrammi per metro cubo), che destano preoccupazione. Anche per quanto riguarda le polveri sottili (PM10 e PM2,5), le città siciliane mostrano valori superiori alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Agrigento, ad esempio, nel 2023 è tornata a superare la soglia dei 20 microgrammi per metro cubo di PM10, con evidenti ricadute su ambiente e salute.

Raccolta differenziata: segnali positivi, ma obiettivi lontani

Un dato incoraggiante arriva dalla gestione dei rifiuti. In Sicilia la media della raccolta differenziata resta bassa (41,8%), ma nel 2023 si è registrato un deciso miglioramento. Catania ha aumentato la propria quota di 12,7 punti percentuali, arrivando al 34,7%, mentre anche altri capoluoghi dell’Isola hanno mostrato piccoli progressi. Tuttavia, l’obiettivo del 65% fissato dalla legge resta lontano per quasi tutte le città siciliane. Per confronto, città come Trento, Pordenone e Treviso superano da anni il 75% di raccolta differenziata. In Sicilia, solo Ragusa si avvicina a questi livelli.

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