La Sicilia emerge tra le Regioni chiave del Terzo settore italiano, dove il comparto supera il 6% dell’occupazione regionale e si conferma pilastro sociale ed economico nelle aree più fragili. A confermare i dati è Terzjus Report 2025, che fotografa un sistema in crescita e sempre più strutturato a livello nazionale. Il Terzo settore italiano continua a crescere e a consolidarsi come componente strutturale del sistema di welfare del Paese, con un impatto particolarmente significativo nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree meno densamente industrializzate. Secondo il rapporto, redatto in collaborazione con Inps, al termine del 2024 risultano circa 131mila enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), con una forza lavoro complessiva pari a circa 817.499 addetti. Un sistema occupazionale che mostra una forte concentrazione nelle imprese sociali, le quali impiegano circa l’85% dei lavoratori pur rappresentando solo il 17,3% del totale degli enti iscritti.
Terzo settore pilastro anche dell’economia siciliana
Il Terzo settore si conferma leva fondamentale soprattutto nelle regioni con minore densità produttiva e nei territori interni. In questo quadro rientra anche la Sicilia, insieme a Basilicata, Sardegna, Molise, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, tutte accomunate da un’incidenza occupazionale intorno o superiore al 6% sul totale del mercato del lavoro regionale. Sull’Isola, dunque, si evidenzia il peso crescente del comparto come ammortizzatore sociale e motore di inclusione, soprattutto in contesti segnati da fragilità occupazionale strutturale.
Forte presenza femminile
Il report sottolinea inoltre la forte presenza femminile: il 73% degli occupati negli enti del Terzo settore è donna, un dato nettamente superiore alla media di altri comparti economici. Sul piano retributivo, il divario rispetto al settore privato appare più contenuto nella componente giornaliera, con una differenza media di circa 5 euro, elemento che segnala una maggiore capacità inclusiva del comparto.
Le problematiche
Permangono tuttavia alcune criticità strutturali. Le posizioni dirigenziali risultano ancora marginali, con una quota di quadri e dirigenti pari allo 0,4%, contro il 3,9% del settore privato. Anche le retribuzioni complessive restano inferiori, con una differenza media giornaliera di circa 37 euro, dato che pone il tema della crescita professionale e dell’attrattività delle competenze manageriali all’interno del sistema. Ciònonostante, nel complesso, il quadro che emerge dal Terzjus Report 2025 restituisce l’immagine di un settore in crescita e sempre più strutturato, con una funzione particolarmente rilevante in regioni come la Sicilia, dove il Terzo settore rappresenta non solo un presidio sociale, ma anche una componente essenziale del tessuto occupazionale.
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