Chiedersi oggi cos’è l’Occidente non è una domanda retorica, è un punto di partenza per una riflessione profonda, anche dolorosa, ma soprattutto necessaria per progettare il futuro. Non è una domanda generica che riguarda il mondo, ma una domanda specifica che si deve porre chi si sente “Occidente”.
Cos’è l’Occidente oggi: libertà, democrazia e liberalismo in un concetto in continua evoluzione
La nozione di Occidente non è né semplice né univoca ed è mutata nel corso del tempo, anzi potremmo dire che è in continua evoluzione. Semplificando, potremmo affermare che a partire dal secondo dopoguerra comprende quell’insieme di Paesi che condividono valori come la libertà, la democrazia, il liberalismo. Una definizione di sicuro non corretta, che rimanda principalmente ai Paesi europei, al Nord America, all’Australia e al Giappone, e a una convergenza di obiettivi sotto l’egida degli Stati Uniti.
Trump rompe le regole: gli Usa non sono più il Paese egemone dell’Occidente
Ma nel momento in cui proprio il Paese egemone, gli Stati Uniti, rompe tutte le regole ergendosi a realtà quasi-coloniale, la mutazione diventa un profondo cambiamento e il concetto deve essere rivisto. Un Occidente senza gli Stati Uniti è un’area frammentata che non ha una struttura né politica né militare, che non è in grado di influenzare le dinamiche mondiali, nonostante il suo enorme peso economico e culturale. Non si tratta di aspettare che finisca la presidenza Trump ma di prendere atto che è il soft power americano che sta rapidamente declinando, e che gli Stati Uniti non sono più in grado di svolgere quel ruolo, prima di tutto culturale, che hanno avuto dal dopoguerra fino ad oggi, che la loro deriva li sta portando da qualche altra parte in contrapposizione e non insieme al resto dei paesi che eravamo abituati a chiamare occidentali.
Un nuovo soggetto politico europeo: l’unica risposta al declino del soft power americano
In questo momento la funzione americana non può essere sostituita da nessun singolo Paese, ma quei valori e l’aumentare delle distanze transatlantiche possono dare luogo a un nuovo soggetto politico europeo abbastanza forte da continuare a essere polo di attrazione per altre nazioni.

